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Alessandro Lombardo

Counseling, counselor e attività formative annesse. La posizione di AltraPsicologia

Di seguito pubblico la posizione ufficiale sul counselling dell’associazione Altrapsicologia da me firmata e sottoscritta.

Counseling, counselor e attività formative annesse. La posizione di AltraPsicologia

L’importanza del tema ‘counseling’ per AltraPsicologia e per la professione è evidente, per le implicazioni legate all’esercizio abusivo della professione e a tutte le situazioni di ambiguità che ne sono spesso derivate.

Rappresentiamo ad oggi la posizione ufficiale di AltraPsicologia su questo tema.​

Premesso che:

  1. sul piano scientifico, il counseling ha i propri principali fondamenti epistemologici in teorie e tecniche di riferimento riconducibili alla Psicologia e alla Psicoterapia. Di fatto il counseling è psicologico;
  2. sul piano professionale, lo psicologo si occupa ad ampio spettro di tutto ciò che riguarda il funzionamento mentale e il comportamento, primariamente facilita processi di adattamento e cambiamento evolutivo, e quindi promuove salute e qualità di vita/lavoro;
  3. sul piano sociale, non esiste esigenza di introdurre ulteriori figure “psicologiche”, per altro dequalificate rispetto allo psicologo, a disposizione dei cittadini, in un Paese ​(l’Italia) ​che già conta oltre 100.000 psicologi iscritti all’Albo;
  4. sul piano normativo, la normazione italiana e la giurisprudenza in divenire prevedono e riconoscono l’esistenza del counseling come atto e prerogativa della professione di psicologo.

 

AltraPsicologia ritiene che:

  1. non ha motivo – né normativo, né scientifico, né professionale, né sociale – di sussistere in Italia la figura del counselor come professione autonoma;
  2. elementi e competenze di counseling ​e di Psicologia​ possono essere legittimamente apprese da professionisti non psicologi (avvocato, insegnante, infermiere, prete, manager, ecc…) nella misura in cui contribuiscono a migliorare la loro attività primaria. Ad esempio, l’infermiere continuerà a svolgere la sua attività infermieristica, ciò non di meno potrà dotarsi di elementi e competenze di counseling e di psicologia per migliorare la sua professione di infermiere;
  3. quando l’attività di counseling è finalizzata ad intervenire su processi psichici, emotivi e/o comportamentali del cliente, il professionista abilitato è esclusivamente lo psicologo e l’attività si considera pacificamente atto tipico dello psicologo in quanto ricompresa nella definizione di sostegno psicologico. I professionisti non psicologi incorrono in abuso della professione di psicologo;
  4. lo psicologo docente o l’Ente di formazione possono effettuare attività di formazione su elementi di counseling a professionisti non psicologi nella misura in cui gli obiettivi didattici e gli esiti professionalizzanti dichiarati chiariscano, senza ombra di dubbio, che il percorso formativo non genera nessuna nuova figura professionale in grado di intervenire su dimensioni psichiche, emotive e/o comportamentali, ed unitamente dichiarino invece che tali apprendimenti “semplicemente” andranno a migliorare e performare la professione, l’attività primaria, che ciascun partecipante porta con se all’inizio del corso e continuerà a portare con sé dopo la fine del corso.

 

Un’ultima postilla è diretta a quei soggetti che cercano di arrampicarsi sugli specchi mediante l’utilizzo di terminologie non direttamente esplicitate nell’Art.1 della 56/89, ma comunque ad esso chiaramente riconducibili.

Anche laddove la domanda esplicita non venga rappresentata come disagio psicologico, né tanto meno come disturbo psichico, ma si chieda di generare benessereconsapevolezzapotenziamento di risorse, ecc. mediante l’uso di empatiaascolto attivosostegno, ecc. tale attività rimane tipica dello psicologo. Sia perché è scritto chiaramente nella legge istitutiva (laddove attribuisce a noi le attività di prevenzione, abilitazione-riabilitazione e sostegno in campo psicologico) sia perché tale lavoro implica delle competenze di base specificamente psicologiche.

Infatti, per generare benessereconsapevolezzapotenziamento di risorse, ecc. mediante l’uso di empatiaascolto attivosostegno, ecc. sono necessarie:

  1. la capacità di fare una analisi della domanda (indipendentemente da ciò che ci chiede la persona: valutare quale siano esattamente i suoi bisogni, quali siano coerenti con l’obiettivo condiviso, se esistono e quali sono le necessità non funzionali con le quali non dobbiamo colludere, quali gli aspetti da focalizzare e definire meglio in quanto non ben chiari alla persona, ecc.);
  2. la capacità di tenere conto dell’intera struttura di personalità della persona, così come del contesto nel quale si muove; in modo da selezionare al meglio, con cognizione di causa, gli strumenti, le indicazioni e le azioni da consigliare – e quelle da evitare – al fine di migliorare la risposta, la compliance, l’empowerment.

Tutte queste valutazioni sono inscindibili da una valutazione complessa della persona che tenga conto degli aspetti emotivi, psichici, di personalità e di relazione che sono possibili solo con un’indagine psicologica e in base ad una competenza specifica che comporta l’abilitazione alla professione di psicologo.

 

Firmatari

Dott. Federico Zanon, Presidente Associazione AltraPsicologia

Dott. Mauro Grimoldi, Referente Tutela Associazione AltraPsicologia

Dott. Felice Damiano Torricelli, Presidente ENPAP

Dott. Alessandro Lombardo, Presidente Ordine Psicologi Piemonte

Dott. Luca Pierucci, Presidente Ordine Psicologi Marche

Dott. Nicola Piccinini, Presidente Ordine Psicologi Lazio

Mi occupo di psicologia, psicoterapia, consulenza e formazione. Laureato in psicologia e specializzato in psicoterapia. Appassionato di innovazione, di nuove tecnologie, di sport. Marito di Claudia, e padre di Maya e Sole. Ho molte passioni, una su tutte, il rugby, un vero sport di squadra. Amo le novità, il cambiamento, le sfide. Mi piace connettere, conoscere, creare.

Formazione e Consulenza Organizzativa

Da molti anni svolgo attività di consulenza e formazione per aziende e organizzazioni italiane e multinazionali. Tra i miei clienti: Vodafone, Novartis, Essilor, Teva, Coop Italia, Novacoop, Scuola Coop, Gruppo Generali, Poste Italiane, varie Aziende Sanitarie italiane. Per loro, ho svolto progetti di consulenza e sviluppo organizzativo, di formazione e di change management, storytelling. Sono Professore a contratto presso l’Università di Torino, Dipartimento di Psicologia, per i seguenti insegnamenti e laboratori:
  • Metodi e tecniche del Counselling
  • Laboratorio di Deontologia
  • Laboratorio di Innovazione Sociale

Centro Psicologia Psicoterapia

Dirigo un centro clinico, il Centro Psicologia e Psicoterapia Torino ed un Centro dedicato ai percorsi di coppia, il Centro Terapia di Coppia Torino

Attività Istituzionale Ordine Psicologi Enpap

Svolgo Da febbraio 2013 sono Consigliere di Indirizzo Generale in Enpap. Insieme ai colleghi di Altrapsicologia, abbiamo lavorato questi 4 anni verso obiettivi di sviluppo delle attività di assistenza per gli iscritti Enpap, per tutelare e aumentare le nostre pensioni e per rendere il nostro Ente di previdenza un ente trasparente e al servizio degli iscritti. Da Febbraio 2014 sono Presidente dell’Ordine Psicologi Piemonte, insieme ai colleghi e alle colleghe di Altrapsicologia, associazione di politica professionale, portando molteplici innovazioni all’interno di un ente che gestisce e settemila colleghi e colleghe. Servizi, Trasparenza, Tutela, Formazione, Promozione, sono stati i nostri punti cardine.

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3 Comments

3 Comments

  1. Cristina Peyrani

    28 Dicembre 2016 at 9:08 am

    Certamente è tutto corretto.
    Mi chiedo, però, come mai l’Ordine degli Psicologi abbia finora permesso ai suoi iscritti psicologi e psicoterapeuti di aprire scuole di couseling e di formare stuole di counselor proprio nella prospettiva di una professione. Perchè, forse, se tutti questi couselor credono di poter svolgere una vera e propria professione questo messaggio l’avranno recepito nelle scuole frequentate?
    Chi controlla gli psicologi che formano i counselor rispetto agli sbocchi lavorativi che prospettano loro???
    L’Ordine permette ai suoi iscritti di creare false speranze a persone che investono tempo, soldi e risorse personali in lunghi percorsi, proprio nella prospettiva di crearsi una professione.
    Io sono una psicologa/psicoterapeuta e trovo scandalosa l’ambiguità dell’Ordine, a cui appartengo, su questa questione
    Cordiali saluti
    Cristina Peyrani

  2. Cristina Peyrani

    28 Dicembre 2016 at 9:10 am

    Certamente è tutto corretto.
    Mi chiedo, però, come mai l’Ordine degli Psicologi abbia finora permesso ai suoi iscritti psicologi e psicoterapeuti di aprire scuole di couseling e di formare stuole di counselor proprio nella prospettiva di una professione. Perchè, forse, se tutti questi couselor credono di poter svolgere una vera e propria professione questo messaggio l’avranno recepito nelle scuole frequentate?
    Chi controlla gli psicologi che formano i counselor rispetto agli sbocchi lavorativi che prospettano loro???
    L’Ordine permette ai suoi iscritti di creare false speranze a persone che investono tempo, soldi e risorse personali in lunghi percorsi, proprio nella prospettiva di crearsi una professione.
    Io sono una psicologa/psicoterapeuta e trovo scandalosa l’ambiguità dell’Ordine, a cui appartengo, su questa questione.
    Cordiali saluti
    Cristina Peyrani

  3. Claudia

    28 Dicembre 2016 at 9:27 am

    Articolo dettagliato, interessante e capace di fugare ogni forma di dubbio in ordine ad una materia così complessa.

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Alessandro Lombardo

Psicologo di base e Decreto Calabria

Si fa un gran parlare ultimamente del cosiddetto #Decreto #Calabria e di questa “nuova” figura dello psicologo di base.

Ecco un mio piccolo commento.

Sgombriamo il campo: a mio parere, è una buona notizia per gli psicologi.

Non è di certo l’attivazione del cosiddetto #psicologo di #base, dato che peraltro la sanità attuale sta attuando una profonda revisione e riorganizzazione, inclusa la medicina di base. Conviene quindi conoscere e sapere questi aspetti organizzativi per potersi meglio orientare.Quello che viene definito dal decreto Calabria per lo psicologo è una terza modalità di “finanziamento” delle eventuali attività dello psicologo nelle cosiddette UCCP o AFT.


COSA SONO UCCP E AFT?

Partiamo dal presupposto che in questi anni abbiamo assistito (e stiamo assistendo) ad una profondo riorganizzazione delle istituzioni sanitarie.Tre sono le macroaree quando si parla di sanità:

  • – Reti Ospedaliere
  • – Rete Territoriale
  • – Prevenzione

Dalla Legge Balduzzi, al primo patto per la salute, si è messa in atto questa riforma che mette in campo una serie di azioni tra le quali quella di andare a definire “luoghi mediani” fra ospedale e territorio, con l’obiettivo di aggregare una serie di prestazioni definibili “primarie”, che rivoluzionano – o almeno ci provano – tutta la medicina di base. Oggi, la medicina di base sta vivendo una fase di ulteriore profondo mutamento culturale e organizzativo: sta scomparendo la figura del medico di medicina generale così come l’abbiamo sempre conosciuta. La legge Balduzzi (ed il successivo PAtto per la Salute) muta le forme di organizzazione territoriale facendole confluire nelle AFT e nelle UCCP. Il Patto per la salute, riconosce il valore fondamentale dell’assistenza territoriale secondo il modello delle chronic model cares e, ritenendo necessario implementare l’assistenza domiciliare e le risorse per la gestione delle cronicità e per l’empowerment del paziente, la organizza in due modelli territoriali: le UCCP e le AFT. UCCP (Unità complesse di cure primarie) e le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali), sono in ordine:

  • – UCCP, luoghi multidisciplinari e multiprofessionali dove una serie di attività e di prestazioni vengono aggregate e fatte funzionare insieme. Un esempio perfetto per comprenderne il senso è la presa in carico delle cronicità (per chi volesse approfondire sulle cronicità: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2584_allegato.pdf). Sono molteplici le figure che servono per la presa in carico per esempio del paziente diabetico: il medico di base, l’attività di prelievo ed il laboratorio analisi, il diabetologo. Averle vicine, nello stesso luogo, è un vantaggio sia per il paziente, sia per il sistema sanitario che riesce con più efficienza ed efficacia a rispondere ai nuovi bisogni di salute. Nelle UCCP hanno sede più AFT.

Esempi in cui lo psicologo è già presente in queste UCCP ci sono. Anche in Piemonte.

  • – AFT, sono aggregati monoprofessionali, sostanzialmente di medici di base. E non è altro che il naturale proseguimento della medicina di gruppo, ovvero più medici si uniscono per fornire migliori servizi.

E lo psicologo come interviene?

Nella sostanza, o tramite concorsi, o tramite la specialistica convenzionata. I colleghi e le colleghe che già operano per esempio nelle UCCP sono distaccati o dedicati in qualità di dipendenti o specialisti.Ecco, la possibile novità che introduce il decreto Calabria è una nuova e diversa possibilità di finanziamento oltre a quelli già esistenti.Chiariamoci, è una strada tutta da percorrere ed approfondire. E non sempre sarà la migliore via da seguire. Essendo la sanità delega regionale si dovrà quindi verificare regione per regione quali i passi migliori da fare.

In sintesi: un buon passaggio che necessita di ulteriore lavoro.

Per Approfondire:

http://www.agenas.it/cure-primarie-e-territorio-la-riorganizzazionehttp://

www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2584_allegato.pdf

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1299&area=programmazioneSanitariaLea&menu=vuoto

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Alessandro Lombardo

Al via la revisione dell’articolo 31 del codice deontologico degli psicologi

Al via la revisione dell’articolo 31 del codice deontologico degli psicologi

Si è da qualche tempo aperta la discussione sulla modifica dell’articolo 31 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani. L’iter, porterà poi al referendum. Molti, i dubbi sulla versione proposta.

Da poche settimane, è stato inviato ai consigli territoriali a cura del CNOP un documento contenente la nuova versione. Ovviamente, l’iter è appena iniziato, e si è in fase di discussione interna che, una volta licenziata la nuova versione definitiva, si arriverà al referendum che coinvolgerà tutti gli psicologi italiani. Peraltro, c’è una buona probabilità che il referendum venga svolto on line.

Al momento, mi limito a diffondere le due versioni per un primo confronto e valutazione. Sto però organizzando una serie di incontri e confronti online (webinar), per iniziare un dibattito pubblico sul tema. 

Qui l’attuale versione del 31:

Le prestazioni professionali a persone minorenni o interdette sono, generalmente, subordinate al consenso di chi esercita sulle medesime la potestà genitoriale o la tutela.Lo psicologo che, in assenza del consenso di cui al precedente comma, giudichi necessario l’intervento professionale nonché l’assoluta riservatezza dello stesso, è tenuto ad informare l’Autorità Tutoria dell’instaurarsi della relazione professionale. Sono fatti salvi i casi in cui tali prestazioni avvengano su ordine dell’autorità legalmente competente o in strutture legislativamente preposte.

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Ecco la nuova versione dell’articolo 31 che al momento è al vaglio del consiglio nazionale:

  1. Le prestazioni professionali a persone minorenni o interdette, con le deroghe di seguito precisate, sono subordinate al consenso di chi esercita sulle medesime la responsabilità genitoriale o la tutela.
  2. Lo psicologo che, in assenza del consenso di cui al precedente comma 1, giudichi necessario l’intervento professionale nonché l’assoluta riservatezza dello stesso, è tenuto ad informare l’Autorità Giudiziaria competente dell’instaurarsi della relazione professionale.
  3. È comunque consentita l’osservazione breve, della durata di un incontro, della persona minorenne, tesa a verificarne le condizioni di vita, su richiesta anche di un solo genitore. Al termine dell’osservazione breve, esclusa ogni relazione diagnostica, lo psicologo redige, su richiesta, una certificazione sintetica sulla sola eventuale sussistenza di necessità di approfondimento.
  4. Sono fatti salvi i casi in cui tali prestazioni avvengano su ordine dell’Autorità legalmente competente o in strutture legislativamente preposte.
  5. In ambito scolastico il consenso agli interventi di formazione, orientamento, screening, prevenzione e promozione della salute è validamente acquisito anche qualora gli interventi citati risultino inseriti e adeguatamente descritti nei documenti di programmazione, espressamente accettati dagli esercenti la responsabilità genitoriale.
  6. Lo psicologo rispetta il diritto di ascolto della persona minorenne, anche a prescindere dal consenso degli esercenti responsabilità genitoriale o tutela, negli sportelli di ascolto dedicati che svolgono un servizio pubblico, nei centri territoriali per la famiglia e in ambito scolastico.
  7. Al fine di coinvolgere la persona minorenne nelle questioni che la riguardano, lo psicologo fornisce tutte le informazioni utili per la comprensione della prestazione professionale, tenendo conto della sua età e adeguando la comunicazione al suo grado di maturità e alla sua capacità di discernimento.
  8. Lo psicologo tiene, inoltre, in adeguata considerazione le opinioni espresse dalla persona minorenne in tutte le questioni che la riguardano; informa la persona minorenne sui limiti giuridici della riservatezza nei confronti degli esercenti la responsabilità genitoriale o la tutela.
  9. In tutti i casi che riguardano interventi su persone minorenni lo psicologo ritiene preminente il loro interesse.

VUOI RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI? CLICCA QUI

 

 

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Alessandro Lombardo

FOUNDAMENTA | CALL PER IDEE PROGETTUALI| dialogo con Laura Orestano

Cosa é esattamente Foundamenta e che tipo di servizi offre?

Foundamenta è la prima call italiana per accelerare imprese e startup a impatto sociale. Se selezionati il programma 4 mesi residenziale offre investimento diretto nella startup e servizi di accelerazione specifici: product/service design, business modelling & impact assessment, networking for scalability, investment readiness. Tutto è focalizzato per accompagnare l’impresa vs ulteriori investitori e quindi per la crescita.

Chi può partecipare a questa call?

La call è aperta a team formali e informali o imprese/startup già costituite che abbiano almeno un prototipo funzionante come prodotto o servizio che risponda alle sfide sociali contemporanee: salute, welfare, cultural heritage, etc

Che tipo di “idee” imprenditoriali vengono scelte ?

La selezione è stringente in quanto riceviamo application da tutto il mondo. Selezioniamo idee di impresa che si mostrino innovative e rilevanti per la società e che possano scalare a livello almeno nazionale. Da quest’anno lanciamo in contemporanea a Foundamenta anche una call per idee progettuali che non sono ancora impresa: Design Your Impact è la call di pre-accelerazione per idee innovative a impatto sociale che ambiscono a strutturarsi progettualmente per divenire potenziali imprese. Anche questa call è ora aperta su nostro sito.

FOUNDAMENTA è il programma SocialFare per accelerare imprese e startup a impatto sociale. È il primo in Italia e l’unico che effettua investimento cash nelle startup/imprese selezionate.

Cosa & Come:

  • Programma residenziale a Torino
  • 4 mesi di accelerazione full-time
  • Seed fund fino a 100k€ cash
  • Acceleration Team dedicato, mentor d’eccellenza
  • Accesso al network 50+ Social Impact Investor
  • Desk gratuito @ Rinascimenti Sociali

APPROFONDISCI

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