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Formazione Continua in Psicologia

L’obbligo della formazione continua degli psicologi: le nuove regole

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Mi occupo di psicologia, psicoterapia, consulenza e formazione. Appassionato di innovazione, di nuove tecnologie, di sport. Marito di Claudia, e padre di Maya e Sole. Svolgo attività Da molti anni svolgo attività di consulenza e formazione per aziende e organizzazioni italiane e multinazionali. Tra i miei clienti: Vodafone, Novartis, Essilor, Teva, Coop Italia, Novacoop, Scuola Coop, Gruppo Generali, Poste Italiane, varie Aziende Sanitarie italiane. Per loro, ho svolto progetti di consulenza e sviluppo organizzativo, di formazione e di change management. Dirigo un centro clinico, il Centro Psicologia e Psicoterapia Torino ed un Centro dedicato ai percorsi di coppia, il Centro Terapia di Coppia Torino Svolgo Da febbraio 2013 sono Consigliere di Indirizzo Generale in Enpap. Insieme ai colleghi di Altrapsicologia, abbiamo lavorato questi 4 anni verso obiettivi di sviluppo delle attività di assistenza per gli iscritti Enpap, per tutelare e aumentare le nostre pensioni e per rendere il nostro Ente di previdenza un ente trasparente e al servizio degli iscritti. Da Febbraio 2014 sono Presidente dell'Ordine Psicologi Piemonte, portando molteplici innovazioni all'interno di un ente che gestisce e settemila colleghi e colleghe. Servizi, Trasparenza, Tutela, Formazione, Promozione, sono stati i nostri punti cardine.

 

La storia della cosiddetta Educazione Continua in Psicologia o Formazione Continua in Psicologia è, purtroppo, molto lunga e frastagliata. Ma, a quanto pare, sembrerebbe arrivare a compimento o, perlomeno, in CNOP, pare si siano decisi a lavorarci seriamente dopo 4 anni di tempo perso.
La notizia è che da circa un mese stiamo lavorando (faccio parte in quanto presidente dell’Ordine Psicologi Piemonte del Consiglio Nazionale e sto lavorando nel Gruppo di lavoro che sta producendo tale regolamento) a quello che sarà il nuovo regolamento per la Formazione Continua degli Psicologi. Alla buon’ora si direbbe.
Nel caos di questi anni, sono molte le questioni lasciate appese fin qui sulla formazione continua degli psicologi. Una, su tutte:
ECM per tutti? ECM solo per chi lavora nel pubblico o nel privato accreditato? La domanda sul cosa si dovesse fare lato ECM, almeno in parte, è rimasta ad aleggiare fin qui all’interno della categoria professionale. Per quanto vi fossero posizioni chiare sulla non obbligatorietà degli ECM per il libero professionista, una alone di ambiguità è sempre rimasto attorno al tema. Complici, alcuni ordini regionali che lanciavano messaggi ambigui.
Con questo nuovo regolamento, si dovrebbe finalmente chiarire questa diatriba o ambiguità.

Un pò di storia

Per meglio inquadrare il tutto, facciamo un pò di cronistoria di questi ultimi anni sulla questione.
L’inizio della storia. La Formazione continua come obbligo deontologico – incardinato in quanto professione. Lo sappiamo bene in fondo, noi psicologi abbiamo l’obbligo della formazione continua come obbligo etico e deontologico in primis. Basterebbe questo no? No. Vediamo perché.
La legge di riforma della professione. 2012- DP 137, Riforma delle professioni – l’obbligo è legge
2013 il regolamento FCP redatto in CNOP viene inviato a salute e poi il silenzio
Referendum del codice deontologico. Il referendum del condisce deontologicoSe vi ricordate, nel 2014, ci fu l’ultimo referendum per la modifica del nostro codice deontologico. Tale referendum, oltre alla modifica dell’articolo 1 e 21, si è concentrato anche sull’articolo 5 proprio per recepire l’obbligo della formazione continua del DP 137, inclusa la questione del mancato obbligo come illecito deontologico.
Cosa dice il Decreto sulla formazione continua.
In sintesi, ecco cosa dice il Decreto Presidenziale 137 del 2012 sulla formazione continua ma,  prima, una piccola notazione:
tale decreto, dice che entro un’anno dall’entrata in vigore di tale Decreto, si sarebbe dovuto attivare il regolamento. Bene. come vedremo, il regolamento FCP fu inviato al ministero della salute per tempo, nel 2013 ma, e non si capisce ben per quale motivo, è rimasto appeso senza proseguire nel suo iter per renderlo valido ed operativo. Ad oggi, 2017, siamo l’unica professione regolamentata che non ha chiarito le procedure per la formazione continua.
Ma veniamo al decreto con qualche piccolo commento:

DPR 137/2012 – Obblighi di formazione

Un primo necessario passo indietro: il DP 137 è l’applicazione del decreto legge 138 del 2011, che per quanto concerne la formazione continua, così definisce:
Titolo II
LIBERALIZZAZIONI, PRIVATIZZAZIONI ED ALTRE MISURE PER FAVORIRE LO SVILUPPO
Art. 3. Comma b) previsione dell’obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali, fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente in materia di educazione continua in medicina (ECM). La violazione dell’obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale che dovrà integrare tale previsione;
Come detto, il decreto legge viene poi reso operativo e sostanziato dal Decreto Presidenziale 137. Vediamolo, per quanto concerne la questione formazione:
L’articolo 7 del D.P.R. 137 dà attuazione al principio contenuto nella lettera b) del provvedimento di autorizzazione alla delegificazione, in tema di formazione continua dei professionisti.
 In particolare, il regolamento:
  • – conferma che la formazione continua è uno specifico dovere del professionista, la cui violazione comporta illecito disciplinare; in fondo non è proprio una novità per noi
  • – stabilisce che i corsi di formazione possono essere organizzati anche da associazioni di iscritti agli albi, richiedendo sempre l’autorizzazione dei consigli nazionali e il parere vincolante del ministro; in sostanza si dice che il consiglio nazionale si deve occupare di definire gli enti che possono erogare formazione certificata FCP
  • – attribuisce al consiglio nazionale (e non al ministro vigilante, come disposto dallo schema di regolamento) il compito, entro un anno dall’entrata in vigore del DPR, di emanare un decreto per disciplinare modalità e condizioni dell’assolvimento dell’obbligo di formazione, requisiti dei corsi di aggiornamento e valore dei crediti formativi; alla buonora verrebbe da dire.
  • – demanda a convenzioni tra i consigli nazionali e le università la possibilità di stabilire regole comuni di riconoscimento reciproco dei crediti formativi; in sostanza si dice che si possono creare convenzioni tra ordini differenti di diverse professioni per riconoscersi reciprocamente i crediti. Un’assistente sociale che fa un corso di psicologia evolutiva accreditato FCP può farsi riconoscere i crediti.
  • – demanda ai diversi consigli nazionali il compito di individuare crediti formativi interdisciplinari; come sopra.
  • – consente agli ordini e ai collegi di organizzare la formazione anche in cooperazione con altri soggetti; in sostanza da la possibilità agli ordini di erogare formazione acquistando corsi da erogare ai propri iscritti
  • – consente alle regioni di disciplinare l’attribuzione di fondi per l’organizzazione di scuole, corsi ed eventi di formazione professionale; sancisce la possibilità di accedere per la formazione a fondi regionali
  • – ribadisce quanto già affermato dalle disposizioni di autorizzazione, ovvero che resta ferma la disciplina vigente sull’educazione continua in medicina (ECM). In sostanza, permane, come ovvio, l’obbligo di ECM per come è stato fin qui. Qui, di certo, si dovrà fare chiarezza con il ministero della salute e con Agenas che, a loro detta, specie per Agenas, qualsiasi professionista che si occupi di salute, vedi per esempio lo psicoterapeuta, è obbligato agli ECM. Vedremo, che non è così ma, va detto chiaramente, questo dovrà essere chiarito e sancito da parte di CNOP insieme al ministero della Salute, nostro ministero vigilante, una volta per tutte.
Questo, in estrema sintesi. Ora, essendo in fondo molto chiaro, possiamo già antipare che, lapalissaniamente, il nuovo regolamento FCP per gli psicologi, deve contenere questi passaggi. Nulla di più, e nulla di meno. Lo fa? Si. Possiamo anticiparlo.

I capisaldi della formazione a misura di psicologo

Cosa contiene questo regolamento e quali i capisaldi? Proviamo ad elencarli sommariamente.
– la presenza di provider pubblici e provider privati
– l’obbligo dei 150 crediti nei tre anni
– la possibile certificazione delle attività svolte naturalmente dagli psicologi (es, la supervisione, la scrittura di articoli, l’auto formazione etc)
Altri due aspetti importanti:
– questo obbligo non deve far altro che consolidare una prassi già presente tra gli psicologi che è quello di formarsi. Gli psicologi già si formano quanto basta, – – – questo regolamento deve esclusivamente sancire tale prassi e definire un sistema, a norma della legge 137 e del nostro CD, che sancisca e definisca tale formazione.
– Gli Ordini potranno e dovranno erogare crediti. In quanto provider, ciascun Ordine Psicologi regionale potrà, con semplicità, accreditare i propri momenti formativi verso i propri iscritti andando così a saturare perlomeno una parte di tale obbligo in modo gratuito per i propri iscritti.

ECM e FCP this is the problem. Qualche ultima domanda e risposta per finire.

Partiamo da una banale domanda: siamo psicologi o medici? Psicologi. Bene. E allora, formiamoci in psicologia.
La formazione per gli psicologi clinici, e per gli psicoterapeuti liberi professionisti sarà ECM e FCP? Qui, come detto, andrà fatta chiarezza da parte del CNOP. Ad oggi, la posizione del CNOP è la seguente: gli ECM sono un obbligo per i dipendenti pubblici e per chi lavora nel privato accreditato. E’ anche vero però che alcuni ordini i regionali, come la Campania, come la Toscana, passano il messaggio, a mio parere ambiguo, che l’obbligo ECM è esteso a tutti.
A questo punto però, come il regolamento FCP approvato, ci sarebbe la soluzione del cosiddetto doppio canale per cui, per chi lavora nel sistema salute pubblico o accreditato, continuerebbe a formarsi come il sistema ECM, per tutti gli altri, vale il sistema FCP. Un libero professionista psicologo clinico e psicoterapeuta, si dovrebbe in sostanza formare tramite il sistema FCP. Credo, sia un punto importante non solo simbolico per la nostra professione.

Per una psicologia non solo clinica?

Questo, credo sia uno dei valori importanti di questo regolamento, ovvero, la salvaguardia delle aree della professione non sanitarie e non pubbliche. Che senso avrebbe, in quanto psicologo del lavoro formarsi in medicina? Che senso avrebbe in quanto psicologo sociale formarsi in medicina? In sostanza, qui si tratta anche, posto l’obbligo della formazione, di salvaguardare anche quelle aree.
Nuova burocrazia per lo psicologi? Certo, in parte si, Sarà compito del CNOP, se il regolamento verrà approvato, andare a definire le procedure per il professionista definendo tali procedure in ottica di semplicità e di minimo aggravio per il collega. Va anche detto che uno dei valori della definitiva approvazione di tale regolamento è propriamente la strutturazione dell’obbligo formativo a misura di psicologo, si spera, anche dal punto di vista delle procedure.

I prossimi passaggi.

Ad oggi, siamo ancora in fase di revisione. E’ previsto, il 15 dicembre, l’approvazione di tale regolamento da parte del CNOP. Successivamente, verrà inviato al Ministero della Salute per l’approvazione.

Ovviamente, vi terrò informati.

 

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2 Comments

2 Comments

  1. Carmen Calcagno

    8 dicembre 2017 at 12:18 pm

    Qualche riflessione va fatta. Chi sceglie di fare questa professione sente l’esigenza a formarsi, liberamente, quando, come e se. Spingendo sull’obbligatorietà si alimenta la logica burocratica, alimentando il fiorente mercato ECM, quando non si fa altro che parlare di sburocratizzare il paese; inoltre si tralascia completamente l’aspetto economico, costringendo gli psicologi a investire soldi che, spesso, hanno enormi difficoltà a guadagnare, soprattutto giovani già formati che hanno solo il problema di lavorare. Il nostro paese si trova in una situazione alquanto strana, da un lato le spinte neuroliberiste verso lo smantellamento dello stato sociale e dell’intervento statale sulla regolazione dei mercati e dei sistemi, dall’altro spinte burocratiche di controllo con balzelli e obblighi sul privato per stringere la cinghia sulla competizione; se si vuole fare la selezione si deve fare sull’immissione universitaria fuori controllo su un mercato difficile, non rendendo le cose difficili dopo. In una logica di libero mercato, se un professionista viene premiato, sarà perchè è bravo, gli ECM obbligatori c’entrano ben poco e sono affari suoi. Sembra che siamo neoliberisti e protezionisti a geometria variabile. Quindi, personalmente, avrei cautela a introdurre ulteriori “illeciti”.

  2. Marica

    25 gennaio 2018 at 11:32 am

    interessante, ci sono novità in merito? Il regolamento è passato? è stato inviato al ministero della salute? grazie e continuate così!!!

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