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Alessandro Lombardo

7 spunti per fare buon storytelling

7 spunti per fare buon Storytelling

 

Fare storytelling? Semplice! Tutti possono raccontare una storia credibile, così come tutti sanno pubblicare un articolo per un blog. Basta saper scrivere no?

Fare storytelling vuol dire sfruttare la narrazione, una delle pratiche più antiche ed efficaci della buona comunicazione. Ma vuol dire anche informare ed emozionare il pubblico senza annoiare. Le storie sono:

Le uniche che dalla notte dei tempi sanno unire informazioni, conoscenza, saggezza, emozioni, cura di sé e degli altri (…) Ci sono state civiltà che hanno ignorato la ruota, ma nessuna che non abbia conosciuto le storie – Il mestiere di scrivere

Non è semplice: ci sono dei punti da rispettare. Li conosci? ABC Copywriting ha creato un’infografica con gli ingredienti necessari per creare e raccontare una grande storia.

  • Fiducia – Le persone che ascoltano la storia hanno fiducia nel narratore? Hanno fiducia in te? Conoscono il tuo brand? Questo aspetto è fondamentale per garantire la buona riuscita della tua azione di storytelling.
  • Emozioni – Le storie hanno bisogno di uno sviluppo che tocchi le emozioni. Grandi narrazioni si basano su grandi emozioni, e tu non puoi farne a meno: usa conflitti, soluzioni, tensioni, misteri e rivelazioni.
  • Relazione – Il pubblico deve identificarsi nel racconto. Questo passaggio ti permetterà di creare un rapporto speciale: identificarsi con il personaggio di una storia vuol dire lasciarsi trasportare nella narrazione.
  • Semplicità – Una storia semplice è una storia forte. Togli tutto ciò che non serve alla narrazione: taglia eventi meno importanti , unisci due personaggi minori in uno, riduci al minimo menzioni ad altri luoghi.
  • Personale – Il destinatario vuole dare un significato personale alla storia. Tu puoi indicare la struttura, puoi suggerire dei riferimenti, ma devi lasciare spazio alle persone di applicare una propria morale della favola.
  • Immersione – A volte il pubblico si immerge completamente in una storia, vive le esperienze raccontate in prima persona e diventa il personaggio principale. Ecco, hai raggiungere il tuo obiettivo di storyteller!
  • Familiare – L’audience valuta nuove storie confrontandole con quelle che già conosce. Storie diverse possono condividere una struttura collaudata, uno sviluppo riconoscibile e facile da inquadrare.

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Mi occupo di psicologia, psicoterapia, consulenza e formazione. Appassionato di innovazione, di nuove tecnologie, di sport. Marito di Claudia, e padre di Maya e Sole. Svolgo attività Da molti anni svolgo attività di consulenza e formazione per aziende e organizzazioni italiane e multinazionali. Tra i miei clienti: Vodafone, Novartis, Essilor, Teva, Coop Italia, Novacoop, Scuola Coop, Gruppo Generali, Poste Italiane, varie Aziende Sanitarie italiane. Per loro, ho svolto progetti di consulenza e sviluppo organizzativo, di formazione e di change management. Dirigo un centro clinico, il Centro Psicologia e Psicoterapia Torino ed un Centro dedicato ai percorsi di coppia, il Centro Terapia di Coppia Torino Svolgo Da febbraio 2013 sono Consigliere di Indirizzo Generale in Enpap. Insieme ai colleghi di Altrapsicologia, abbiamo lavorato questi 4 anni verso obiettivi di sviluppo delle attività di assistenza per gli iscritti Enpap, per tutelare e aumentare le nostre pensioni e per rendere il nostro Ente di previdenza un ente trasparente e al servizio degli iscritti. Da Febbraio 2014 sono Presidente dell'Ordine Psicologi Piemonte, portando molteplici innovazioni all'interno di un ente che gestisce e settemila colleghi e colleghe. Servizi, Trasparenza, Tutela, Formazione, Promozione, sono stati i nostri punti cardine.

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3 Comments

3 Comments

  1. Bernard Show

    29 settembre 2015 at 2:21 pm

    That’s awesome! Future belongs to youngsters, so businessmen can’t ignore their needs in any case.

    • Sarah Cole

      29 settembre 2015 at 2:22 pm

      The author did a great job with all these research work. Really valuable information, thank you!

      • Michael Ventura

        29 settembre 2015 at 2:23 pm

        Completely agree with the author. Modern businessmen should involve young people, introduce brands to them, socialize… Looks like a fresh product market!

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Alessandro Lombardo

FOUNDAMENTA | CALL PER IDEE PROGETTUALI| dialogo con Laura Orestano

Cosa é esattamente Foundamenta e che tipo di servizi offre?

Foundamenta è la prima call italiana per accelerare imprese e startup a impatto sociale. Se selezionati il programma 4 mesi residenziale offre investimento diretto nella startup e servizi di accelerazione specifici: product/service design, business modelling & impact assessment, networking for scalability, investment readiness. Tutto è focalizzato per accompagnare l’impresa vs ulteriori investitori e quindi per la crescita.

Chi può partecipare a questa call?

La call è aperta a team formali e informali o imprese/startup già costituite che abbiano almeno un prototipo funzionante come prodotto o servizio che risponda alle sfide sociali contemporanee: salute, welfare, cultural heritage, etc

Che tipo di “idee” imprenditoriali vengono scelte ?

La selezione è stringente in quanto riceviamo application da tutto il mondo. Selezioniamo idee di impresa che si mostrino innovative e rilevanti per la società e che possano scalare a livello almeno nazionale. Da quest’anno lanciamo in contemporanea a Foundamenta anche una call per idee progettuali che non sono ancora impresa: Design Your Impact è la call di pre-accelerazione per idee innovative a impatto sociale che ambiscono a strutturarsi progettualmente per divenire potenziali imprese. Anche questa call è ora aperta su nostro sito.

FOUNDAMENTA è il programma SocialFare per accelerare imprese e startup a impatto sociale. È il primo in Italia e l’unico che effettua investimento cash nelle startup/imprese selezionate.

Cosa & Come:

  • Programma residenziale a Torino
  • 4 mesi di accelerazione full-time
  • Seed fund fino a 100k€ cash
  • Acceleration Team dedicato, mentor d’eccellenza
  • Accesso al network 50+ Social Impact Investor
  • Desk gratuito @ Rinascimenti Sociali

APPROFONDISCI

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Alessandro Lombardo

Poteri, massa, resistenze singolari | Dialoghi

Alessandro Lombardo – Il 27 ottobre, nell’Aula Magna del Campus Einaudi, alcune Associazioni (Aletosfera, Centro Psicoanalitico di trattamento dei malesseri contemporanei – onlus, IPOL) e l’Accademia Torinese dell’inatteso di Movida Zadig hanno organizzato una conversazione su “Poteri, massa, resistenze singolari“. Può presentare brevemente queste istituzioni e dirci perché la scelta di un tema così politico e perché la formula della “conversazione“, certamente meno usuale di quella del convegno?

Rosa Elena Manzetti: Tutte le istituzioni che organizzano la conversazione del 27 ottobre hanno in comune il fatto di essere istituzioni pensate e realizzate da membri della Scuola lacaniana di psicoanalisi. Alcune, il Centro Psicoanalitico e Aletosfera, sono istituzioni di applicazioni della psicoanalisi lacaniana ai malesseri contemporanei, vale a dire ai sintomi di cui soffrono oggi le persone, siano esse adulte o di età minore. IPOL è un’associazione che ha costituito una scuola di specializzazione in psicoterapia a orientamento lacaniano (l’istituto IPOL, appunto) riconosciuto dal MIUR e che si occupa essenzialmente di insegnamento della psicoanalisi. La sede di Torino della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi ha la finalità della trasmissione della psicoanalisi e della formazione degli psicoanalisti. L’Accademia torinese dell’inatteso è la realtà associativa più giovane, perché esiste da poco più di un anno e si implica e realizza scambi, discussione, confronti tra psicoanalisti lacaniani e non-psicoanalisti su temi di attualità e sulla relazione psicoanalisi e politica.

Alessandro Lombardo – Perché conversazione e perché politica?

Rosa Elena Manzetti – In breve, gli psicoanalisti, specificatamente gli psicoanalisti lacaniani, non possono non sapere che del nuovo sorge solo in un legame di conversazione con altri che praticano altri discorsi, soprattutto per come in quel legame ci si implica, possibilmente senza pre-giudizio preliminare. Inoltre noi psicoanalisti, come tutto il campo “psi”, come Lei sa, accogliamo soggetti che portano stili e contenuti diversi di discorso presenti in tutti gli ambiti della società e occorre che ci includiamo in ogni discorso nel modo opportuno al sintomo di cui ci si lamenta. Non siamo quindi fuori dalla società, anzi vi siamo inclusi, ma quello che conta è da quale posizione ci si include perché, proprio come nel gioco degli scacchi, mosse e posizioni diverse producono effetti diversi. E questo ha a che fare con la politica, non in senso partitico, ma in generale con la politica dei legami. Dalla conversazione del 27 ottobre, se ci andremmo senza posizioni pregiudiziali, non potrà che sorgere nello scambio, qualcosa che non sapevano prima.

Alessandro Lombardo: Quale il legame tra psicoanalisi e politica?

Ilaria Papandrea: Il legame è profondo se, come già si accennava, non intendiamo “politica”
in senso partitico, ma come rapporto fra l’individuale e il collettivo.
Pensiamo a quanto scrive Freud in Psicologia delle masse e analisi dell’Io:
“Nella vita psichica del singolo l’altro è regolarmente presente come modello,
come oggetto, come soccorritore, come nemico, e pertanto, in questa accezione
più ampia ma indiscutibilmente legittima, la psicologia individuale è anche,
fin dall’inizio, psicologia sociale”.

Non tenere
conto di questa dimensione, non tenere conto di come i sintomi variano in
relazione al variare dell’ordine simbolico nel quale si è immersi, al suo
stesso vacillamento e venir meno – come dovremmo piuttosto dire oggi – ha
un’incidenza sulla pratica dello psicoanalista. Questi, come ricorda Lacan,
occorre che si mantenga all’altezza della soggettività del proprio tempo. Se il
sintomo testimonia infatti dell’eccezione, assolutamente singolare, che ogni
soggetto fa alla presa nel discorso universale – è la dimensione di disagio
connesso all’entrata nella civiltà, quale che sia, perché non c’è civiltà senza
disagio –, il mutare di questo discorso non potrà che produrre risposte e forme
di resistenza singolari diverse. Pensiamo alla differenza fra una società
fondata sull’ordine patriarcale e sulla repressione, quella nella quale è sorto
il discorso analitico, e una società liquida, orientata dall’ingiunzione a
godere e a consumare senza sosta, la società nella quale viviamo e nella quale
il rapporto stesso con il sapere e la verità è mutato, trasformando anche il
modo in cui i soggetti possono porre una domanda d’analisi.

Se decifrare il
discorso nel quale si è calati rientra dunque fra i compiti dello
psicoanalista, per l’incidenza che questo ha sulla sua pratica, possiamo però
anche aggiungere che questa stessa decifrazione, se messa al lavoro con altri,
che operano in altri campi, magari anche in quello della politica in senso più
stretto, potrà contribuire a tenerci svegli e ad alimentare quel desiderio di
interrogazione e di confronto che anima la vita democratica, oggi così tanto a
mal partito.

Alessandro Lombardo: E non c’è il rischio di affrontare in modo troppo
elitario questi temi?

Gian Francesco Arzente:
Capita di di sentire associare la psicoanalisi alle élite. Ma ciò che conta è
che la psicoanalisi si è da sempre occupata di mettere in questione la verità.
E la verità riguarda tutti e ciascuno, proprio come il tema di questa
Conversazione che ha a cuore temi che vanno a definire di cosa si tratta quando
si parla di disagio della civiltà oggi, quindi di cosa non va nell’uomo oggi:
ciascuno preso nella fatica di dire in una società frutto del progresso del suo
tempo. Ciò che più fa soffrire è di non capire, non capire perché si ha si
paura di questo o di quello. E per capire l’uomo ha necessità di parlare, di
spiegarsi: la parola è la grande forza della psicoanalisi e questa accomuna
tutti gli uomini e non solo le élite.

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Alessandro Lombardo

DIALOGO CON PAOLO GIORDANO | MERCOLEDI’ 31 OTTOBRE ORE 21.00

Abbiamo il piacere di informarti che Mercoledì 31 ottobre, a Torino (zona Centro) ci sarà un incontro con Paolo Giordano, scrittore, autore tra gli altri, de La solitudine dei numeri primi.

L’incontro sarà un dialogo a partire dal suo ultimo romanzo, Divorare il cielo

l’incontro verrà ospitato dalla Libreria Comunardi di via Bogino 2 a Torino.

CLICCA SUL BOTTONE E PRENOTA IL TUO POSTO

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