Enpap: Previdenza e Contributi

Pensioni: il cuore dell’ENPAP. La previdenza è l’attività fondamentale di ENPAP. Il nostro ente funziona con il sistema contributivo a capitalizzazione. In sostanza, ogni psicologo versa annualmente contributi, a cui l’ENPAP aggiunge rendimenti che derivano dagli investimenti: questo permette di accumulare un risparmio personale che viene chiamato montante. Alla fine della carriera, il salvadanaio previdenziale viene aperto, il montante che contiene viene diviso per gli anni di aspettativa di vita e questo determina la rata di pensione annua.

Il problema delle pensioni basse. delle pensioni basse. Il sistema pensionistico attuale è radicalmente diverso da quello di cui hanno beneficiato le generazioni che ci hanno preceduto, in cui la pensione non era collegata all’ammontare dei versamenti effettuati. Oggi, la pensione di tutti i lavoratori e professionisti si costruisce con il risparmio, versando contributi al proprio ente di previdenza. In presenza di un risparmio insufficiente, anche la pensione sarà bassa, senza un limite minimo. Perché le nostre pensioni siano adeguate, le leve su cui agire sono due: (1) i contributi e (2) gli interessi maturati. Abbiamo agito su entrambi.

Contributi. In questi ultimi anni abbiamo facilitato il versamento dei contributi e reso più libera e flessibile la contribuzione, introducendo (1) versamenti aggiuntivi flessibili, con la possibilità di scegliere una percentuale di contributo soggettivo compresa fra l’11% e il 20% per regolarsi sulla base della propria situazione e (2) il pagamento con F24, che consente di recuperare crediti d’imposta e quindi abbattere l’impegno di liquidità per pagare i contributi.

Rendimento. La Riforma Previdenziale del 2015 ha agito su un vincolo che appariva stringente: il rendimento dei contributi versati doveva essere pari - in virtù di una norma della Legge 335/95 - alla media della variazione quinquennale del PIL nominale dell’Italia. Una formula complessa per dire che se il PIL italiano scende, anche i rendimenti dei contributi scendono, cosa realmente successa dal 2008 in poi. Con la riforma, il rendimento indicato dalla legge diventa il rendimento minimo da garantire sui contributi versati, ma ENPAP può scegliere ogni anno di attribuire un interesse aggiuntivo in base al reale andamento degli investimenti. L’effetto concreto nel primo anno di applicazione è un interesse del 2,97% invece dello 0,5% che si sarebbe dovuto attribuire senza la riforma. Applicato ogni anno per un arco di carriera completo, questo nuovo regime permetterà un aumento significativo della pensione senza che l’iscritto debba fare nulla.

Prospettive. Sull’adeguatezza delle pensioni tutti i Paesi avanzati giocheranno nei prossimi anni una delle partite più importanti e impegnative della loro storia. I trend demografici di lungo periodo indicano chiaramente un aumento del numero di ultra sessantacinquenni, e il rischio che una parte consistente (25-30%) della popolazione si trovi senza una fonte di sostentamento adeguata è concreto. Le politiche governative e quelle dei singoli enti di previdenza dovranno necessariamente trovare risposte a questo problema. Qualunque amministratore previdenziale oggi deve saper rispondere, con un piano concreto e sensato, alla domanda sull’adeguatezza delle pensioni di domani. Saranno in particolare le politiche contributive a richiedere attenzione particolare, e su questo argomento gli psicologi sono chiamati ad un doppio impegno: (1) costruire un piano ragionevole per l’adeguatezza delle pensioni e (2) approcciare il tema contributivo con logiche sociali e di costruzione di una cultura condivisa della previdenza e del risparmio. Ancora una volta, fiducia e affidabilità della governance saranno temi centrali per affrontare insieme alla comunità professionale questo delicato percorso.

 

tratto da: bilancio di fine mandato ENPAP

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