La Trasparenza al Consiglio Nazionale degli Psicologi?

Una breve cronistoria di come il Consiglio Nazionale degli Psicologi, non sia in grado o non voglia ottemperare alla normativa sulla trasparenza. Cosa ne pensano i presidenti? Seguimi passo passo nel racconto.

VIENI TRASPARENZA, VIENI. La scena è quella che ricordiamo tutti: Massimo Troisi che di fronte ad un vaso, con la forza del pensiero, spera di muovere il vaso: Vieni vaso vieni.


OH NO, IL NULLA. Ecco io mi sento un po’ così in CNOP quando si parla di trasparenza. La chiamo proprio. Ci parlo. Ma, e qui si cambia scenario, c’è il nulla di fronte a me. Come nel paese di Fanta’sia, quello di Atreju e il Candrago per capirci. Ecco cosa è la trasparenza al CNOP (Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi): il nulla che avanza. Un nulla che diventa sostanza. Un nulla che si può vedere e toccare.

SE TRE ANNI VI SEMBRAN POCHI. Sono passati infatti ormai tre anni dal nostro insediamento. E ci apprestiamo a concludere questa consigliatura con l’ultimo anno (vi informo che i nostri baldanzosi presidenti ce la stano mettendo tutta per cercare di rimandare le elezioni di due anni).

LA COSA, PUBBLICA. Con impazienza, ho atteso che tutti i documenti che in questi tre anni sono passati dal consiglio, delibere, decisioni, verbali, preventivi, venissero resi pubblici. Non per spirito voyeristico - non ho particolari sensazioni quando vedo un atto amministrativo - ma semplicemente perché nell’Ordine che mi onoro di presiedere, quello del Piemonte, noi facciamo così. Prendiamo alla lettera la normativa sulla trasparenza, cosicché chiunque, senza neanche passare dall’area riservata agli iscritti piemontesi, può accedere a tutti, davvero tutti i documenti. Lo dice la normativa, ma per noi, consiglieri AP, è un principio di buona gestione della cosa pubblica. Lo si fa in ogni ente che andiamo a gestire, Ordini od Enpap.

SE NON VEDO, NON CREDO. Ora, caro lettore, non voglio abusare della tua credulità, quindi, fai come san Tommaso:

Ecco la pagina CNOP

Ecco la pagina OPP

CHIEDI E NON TI SARA’ DATO. Più volte, e con me gli altri due presidenti AP, Pierucci e Piccinini, in questi anni, ci siamo spesi per chiedere che venissero pubblicati i materiali. Ma l’esito finale, è quel che ho nominato nel prologo: il nulla.

IL SILENZIO DEI PRESIDENTI. Come il nulla è arrivato da altri presidenti di ordini regionali dove, quando si parla magari della trasparenza degli ordini regionali che presiedono, si danno anche un minimo da fare, per poi, magicamente, quando siedono in consiglio nazionale, cala il silenzio. Sarà il clima romano, saranno le grandi intese, sarà quel che sarà, ma presidenti come Riccardo Bettiga (Lombardia), Lisa Cacia (Liguria), Tancredi Di Iullo (Abruzzo), Angela Quaquero (Sardegna), Antonio Di Gioia (Puglia), Lauro Mengheri (Toscana), non hanno mai, dico mai, proferito parola su questa questione.

Strana cosa per chi gestisce un istituzione professionale. Evidentemente, l’elusione di una normativa, non è fatto degno di nota per loro. Va bene così quindi?

CARO AMICO TI SCRIVO. Ma siccome, personalmente, la ritengo questione importante, giusto qualche mese fa ho inoltrato una letterina al nostro presidente nazionale: Giardina.

La lettera, per sommi capi, diceva:

“Siccome voi in CNOP non pubblicate nulla, vi informo che procederò a pubblicare nel sito dell’Ordine Psicologi Piemonte, in area trasparenza, tutti i materiali amministrativi del CNOP, delibere, verbali, tutto, prego quindi inviarmeli, grazie”

IO VORREI, NON VORREI, MA SE VUOI. Di tutto punto, dopo qualche settimana, è arrivata la risposta con tanto di parere legale da parte dell’avvocato del Consiglio Nazionale. Con questa lettera, nella sostanza, mi si informava che io, pur essendo un componente del CNOP (in quanto presidente di un ordine regionale) non sarei titolato a pubblicare (alias rendere pubblico) questo materiale. Solo il CNOP stesso può pubblicare questi materiali. Potrebbe. Ma non lo fa.

E IO PUBBLICO. Ovviamente, visto cosa ci siamo detti fin qui mi son subito domandato se ci fosse qualcuno titolato a farlo, visto che qui, nessuno si prende la briga. Vedremo come andrà a finire, ma nel frattempo, la decisione è presa: procederò a far pubblicare tutto comunque nel sito regionale del Piemonte (in questa area che a breve verrà riempita con i materiali).

Cosa faranno, mi denunceranno i baldanzosi? Voglio proprio vedere cosa succede.

 

 

 

 

 

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