Dialoghi. Raccontare storie, e quello che succede. Dialogo con Antonella Mariotti, giornalista

Raccontare, mettere insieme i fatti, dare ordine al caos, essere occhi cuore e orecchie. E la passione. Quante cose è il mestiere del giornalismo faccio fatica a immaginarle. E' professione che porta con sé tutto il fascino che grandi personaggi come Montanelli, Biagi, D'Avanzo, Hitchens, per stare ai primi nomi che immagino, ben rappresentano. Antonella Mariotti l'ho conosciuta perché mi ha intervistato qualche anno fa. Mi ha colpito per le domande che mi faceva, per la la sua curiosità di sapere. Ecco il mio buon motivo per dare seguito alla mia di curiosità verso il suo mestiere, la giornalista.

Antonella, tu sei una giornalista, fai la giornalista. Cosa vuol dire oggi fare la giornalista e quale senti essere il tuo ruolo per chi ti legge?

Oggi fare la giornalista è tante cose diverse. I social hanno cambiato molto il nostro mestiere, più del web. Spesso hai la sensazione di avere un rapporto più stretto, meno mediato con il lettore. E può essere un bene è un male. E poi c'è la velocità. Oramai si ha troppo poco tempo per riflettere. Io ho iniziato a fare la giornalista quando si aveva almeno una giornata intera per preparare un pezzo. Adesso spesso hai un paio d'ore e poi devi mettere online. Il ruolo comunque è sempre lo stesso: raccontare quello che succede, nel modo più obiettivo possibile.

Cosa, e chi, ti ha spinto a "raccontare quello che succede"?

Bella domanda. Da piccola, racconta mia mamma, che ho imparato a scrivere da sola perché giocavo con biro e giornali. Ricopiavo le lettere grandi dei titoli. Poi in casa entravano due quotidiani al giorno e due settimanali. Politica e attualità erano gli argomenti dei miei. Sono cresciuta attaccata a giornali e radio sempre accesa, sui tg ovviamente. Poi è successo di incrociare questo mestiere ed è stato un colpo di fulmine. Io in realtà sono laureata in matematica..... per dire...

Beh, la matematica credo sia un tentativo estremo di trovare un ordine razionale, comprensibile, delle cose del mondo. Qual è la storia che nel tuo lavoro hai incontrato che più ti ha colpita, o che porti ancora con te?

Una storia minima che ogni tanto mi torna in mente. Sono stata cronista di nera per molti anni ad Alessandria. Un giorno trovarono il cadavere di un uomo morto di inedia. Si di fame. Abitava da anni a Genova ed era tornato ad Alessandria per chiedere aiuto. Non lo trovo neppure nell'unica figlia. È il suo corpo fu sepolto nel campo comune del cimitero. Dove seppelliscono chi non ha soldi per il funerale. Poi ho trattato storie importanti, ma di quelle non ricordo così bene i particolari come di quel povero uomo: morto di fame. Come mi dissero i poliziotti che lo trovarono nella sua auto in tangenziale con la radio ancora accesa.

Chi sono e chi sono stati i tuoi punti di riferimento nel tuo lavoro?

 I miei primi capi sicuramente. I grandi giornalisti. E poi Ettore Mo. L'inviato storico di guerra del Corriere della Sera che ho incontrato in Albania all'epoca della guerra civile. Un omino piccolo con una grande forza. E in cima a tutti Tiziano Terzani. Irraggiungibile. Un maestro

 Siamo alla fine. Un libro che tutti dovrebbero leggere.

 Il mio libro: Il risveglio. Kate Chopin, la prima femminista che ha scritto un libro dirompente secondo me. La storia di una donna che deve scegliere tra i suoi figli e l'amore. Un libro dove c'è parecchio delle cose del mondo. In pochissime pagine. Perché come dicono gli inglesi in 35 righe si può scrivere la storia del mondo. Forse 35 sono troppo poche, però.....

Antonella Mariotti, 55 anni, laureata in Matematica lavora a La Stampa dal 1989 dove è giornalista professionista.
Negli anni si è occupata di diversi temi dalla cronaca nera locale e nazionale fino all’Ambiente, che è diventato il suo tema specifico. Tratta di green e sostenibilità dal 2000, per La Stampa scrive sull’inserto e il canale online Tuttogreen.
Appassionata di giardini e orti ha pubblicato due libri “Casaverde” con La Stampa, e “Pomodori da terrazzo” con Blu edizioni, entrambi con un’altra giornalista Chiara Priante.
Dal 2014 tiene corsi di aggiornamento per giornalisti su “Scrivere green”, storia dell’ambientalismo e tecnica giornalistica.

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