Innovare l'apprendimento: Oil project, l'università (gratuita) on line

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Portare la filosofia della Rete anche nella didattica. È  Oilproject  una scuola online, in diretta e in differita, una sorta di talk show in cui è il pubblico, attraverso un sondaggio, a decidere di cosa parlare.
Gli argomenti trattati sono stabiliti tramite sondaggi tra gli utenti che possono partecipare alle lezioni in modo interattivo. Funziona così: un relatore risponde, senza alcun intermediario, alle domande più votate dai partecipanti, ognuno può postare la propria su un determinato tema, saranno poi gli utenti della Rete a votare le migliori, che saranno poi girate ai docenti. Le risposte date possono essere arricchite da quelle degli stessi utenti che si trasformano così in esperti nelle materie oggetto di relazione. Una sorta di Wikipedia molto più 2.0 con l’aggiunta della modalità video.

Oliproject 
dà il via alle lezioni parlando di politica con Giuseppe Civati e Italo Bocchino, di disoccupazione giovanile con l'economista Michele Boldrin, di privacy su Facebook con l'esperto Matteo Flora, di cultura hacker con il Comandante della Guardia di Finanza Umberto Rapetto.

L’esperimento nasce per mettere assieme due tipi di comunità. Da un lato quella legata l’attivismo civile, tipico del Web e sempre pronto a rispondere a domande e quesiti ( Yahoo Answers docet), e dall’altro quella degli studenti che possono soddisfare in Rete le proprie curiosità, legate al mondo della cultura, ricevendo risposte da docenti e personaggi autorevoli. Di fatto, con più di 9mila studenti, Oilproject è la più grande scuola online in Italia.

Le lezioni caricate sono già 700, e per ognuna gli studenti possono rivolgere domande e avere, grazie alla rete di utenti e docenti, la garanzia di una risposta. La qualità dei contributi è definita attraverso i voti dei navigatori: pura valutazione fra pari ( peer review). A scegliere i relatori di Oliproject sono il gruppo di docenti ed esperti di NoiseFromAmerikaLoSpazioDellaPolitica, il giornale online ilPostStefano Quintarelli  e anche Wired Italia (nella sezione Innovazione e Futuro ).

Oilproject esiste già dal 2004, ma è negli ultimi mesi che è arrivata la vera e propria svolta social. Sono state censite le comunità di attivismo studentesco e civile in Italia, trovando quasi 800 gruppi. Ora è possibile visitare questi gruppi online, visto che ognuno ha la sua pagina sul sito del progetto.

L’obiettivo a lungo del termine di Oilproject, come si legge dal sito, è di avere “entro dieci anni tutte le lezioni tenute nelle scuole e nelle università pubbliche condivise online a beneficio, ad esempio, di chi vive in zone con una scarsa offerta didattica, contribuendo così a combattere il digital divide culturale italiano.”

http://italianvalley.wired.it/news/2011/05/10/scuola-oilproject.html

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