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Come si vive a Torino?

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 Come si vive a Torino? Ce lo dice il Rapporto URBES Torino, Rapporto sul Benessere Equo Solidale elaborato da ISTAT.

Il secondo rapporto sul Benessere equo e sostenibile nelle città offre una panoramica multidimensionale dello stato e delle tendenze del benessere nelle realtà urbane, applicando in termini omogenei i concetti e le metodologie del Bes: l’originaria iniziativa progettuale di Istat e Cnel che ha individuato in 12 dimensioni (Salute, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione tempi di vita, Benessere economico, Relazioni sociali, Politica e istituzioni, Sicurezza, Benessere soggettivo, Paesaggio e patrimonio culturale, Ambiente, Ricerca e innovazione, Qualità dei servizi) il quadro di riferimento tematico e metodologico per la misurazione del progresso del Paese da affiancare a quello macroeconomico tradizionalmente utilizzato per la misura della crescita.

Di seguito, tre dei 12 punti URBES Torino, Salute, Politica e istituzioni, Lavoro e Conciliazione dei tempi di vita.

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SALUTE

Secondo le stime effettuate nel 2010, la vita media nella provincia di Torino è pari a 79,6 anni per gli uomini e a 84,7 per le donne. Tali valori sono lievemente superiori a quelli del Piemonte e dell’Italia nel suo complesso. Rispetto al 2004, la vita media nella provincia di Torino è aumentata di 1,4 anni per gli uomini e di 0,8 per le donne, secondo una tendenza riscontrabile anche a livello nazionale e ripartizionale.

Si riducono lievemente le differenze di genere: il vantaggio femminile, che nel 2004 era di 5,7 anni, scende a 5,1 nel 2010. L’entità dello scostamento della speranza di vita dei maschi rispetto alle femmine è in linea con quello nazionale e con i valori registrati nelle singole ripartizioni geografiche. Nel periodo 2004-2010 si osservano oscillazioni annuali del tasso di mortalità infantile nella provincia di Torino, che passa dal valore più elevato registrato nel 2006 (35,4 per 10.000 nati vivi) a quello più basso del 2009 (21,2) e giunge a 26,3 nel 2010.

Il divario dei tassi di mortalità infantile da un anno all’altro è ancora più accentuato quando si esaminano separatamente i maschi e le femmine. Per i primi si passa da 40,9 nel 2005 a 26,9 nel 2009; per le femmine dal tasso più alto registrato nel 2006, pari a 38,3, si scende al più basso nel 2009 (15,0). Queste oscillazioni sono dovute ai valori anomali attribuibili all’esiguità del fenomeno. Per contro, per l’Italia nel suo complesso e per le singole ripartizioni geografiche si osserva una tendenza alla riduzione della mortalità nel primo anno di vita.

Lo stesso accade a livello piemontese solo per i maschi, eccezion fatta per il tasso particolarmente basso nel 2004 (22,8). Per le femmine, le oscillazioni dei tassi di mortalità infantile da un anno all’altro permangono anche a livello regionale. Nella maggior parte dei casi, nell’arco temporale considerato, ad eccezione del 2005 per i maschi e degli anni 2006 e 2008 per le femmine, i tassi di mortalità infantile della provincia di Torino rimangono comunque al di sotto di quelli del Nord e del totale Italia. Nel 2010, la mortalità per incidenti dei mezzi di trasporto, che è il maggior rischio di morte dei giovani, è risultata pari a 0,9 per 10.000 abitanti in età 15-34 anni nella provincia di Torino, un valore leggermente inferiore a quello regionale, nazionale e dell’Italia settentrionale.

La mortalità per incidenti da trasporto è sensibilmente più elevata fra i ragazzi rispetto alle ragazze e questa differenza permane in tutti gli anni e a tutti i livelli di dettaglio territoriale considerati, sebbene il fenomeno sia in costante riduzione fra i giovani di sesso maschile: nella provincia di Torino il corrispondente tasso di mortalità si è quasi dimezzato nell’arco di cinque anni (da 2,6 nel 2006 a 1,4 nel 2010).

La mortalità per tumore in età 20-64 anni nella provincia di Torino è pari a 9,3 per 10.000 abitanti, quasi in linea con il valore piemontese (9,5), ma di poco superiore a quelli ripartizionali e nazionali (9,0). A fronte della progressiva diminuzione dei decessi per tumore degli adulti rilevata in Italia e nel Nord, anche nella provincia di Torino si assiste ad un calo rispetto al 2006 del tasso di mortalità per questa causa evitabile attraverso una migliore prevenzione primaria e secondaria, ma con alcune oscillazioni annuali, sia per maschi, sia per le femmine.

La mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso in età senile nella provincia di Torino, pur collocandosi su livelli leggermente superiori a quelli dell’Italia settentrionale e nazionali, condivide con l’intero Paese e le singole ripartizioni geografiche la tendenza complessiva ad un significativo incremento: tra il 2006 e il 2009, il tasso rapportato a 10.000 abitanti con almeno 65 anni aumenta da 21,6 a 27,5 nella provincia torinese. Ovunque, i tassi di mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso nella fascia di età considerata sono lievemente maggiori per i maschi rispetto alle femmine.

POLITICA E ISTITUZIONI

Il tema della partecipazione alla vita politica e civica di un Paese e della fiducia nelle istituzioni è di fondamentale importanza nell’analisi della società, soprattutto in periodi di crisi economica come quello in atto. Per poter operare un confronto intertemporale omogeneo è stata esaminata la partecipazione alle elezioni del Parlamento Europeo a partire dal 1979, la quale ha subito una flessione del valore percentuale, dall’86% nel 1979 al 63,8% nel 2009).

La flessione della partecipazione al voto è una caratteristica che accomuna Torino, provincia e regione, anche se per queste ultime è più contenuta. Se si calcola la variazione del dato tra il 1979 e il 2009, la riduzione del numero di votanti è infatti pari a 22,2 punti percentuali per Torino, a 18,1 punti per la provincia e al 16% per la regione.

La provincia di Torino e la regione Piemonte mostrano un’affluenza alle urne superiore a quella della sola città: nel 1979 lo scostamento era di pochi punti percentuali, mentre è diventato più evidente a partire dal 1999, anno in cui ha raggiunto il suo massimo (6,5% rispetto ai valori provinciali, 10% rispetto a quelli regionali). Rispetto al dato nazionale del 2009 (66,5%), il comune capoluogo si colloca su un livello leggermente inferiore, la provincia di poco superiore.

LAVORO E CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA

Nel 2012, su 100 persone da 20 a 64 anni residenti nella provincia di Torino, 67,3 risultano occupate. Si tratta di una percentuale inferiore rispetto a quella registrata nel 2008 (68,8), mentre nel quadriennio precedente il tasso di occupazione era cresciuto di 3 punti percentuali. In altre parole, negli ultimi quattro anni l’occupazione ha perduto la metà del guadagno conseguito nei precedenti quattro. Tale livello occupazionale risulta lievemente inferiore a quello piemontese e più basso di 2 punti rispetto alla media del nord Italia, è invece superiore di 6 punti al valore nazionale.

La componente maschile e quella femminile seguono entrambe la dinamica di crescita dell’occupazione fino al 2008. Per i maschi si è verificato un decremento negli anni successivi, con oscillazioni dei tassi di occupazione, in calo nel 2009 e 2010 e in lieve risalita nel 2011 e 2012, senza però ritornare al valore del 2008. Per le femmine, al calo del 2009 rispetto all’anno precedente, segue un progressivo incremento che riporta il tasso di occupazione del 2012 ai livelli del 2008. Il divario di genere si sta lentamente riducendo nel periodo considerato, anche se nella provincia di Torino la sua ampiezza rimane di 14,1 punti percentuali nel 2012.

A livello nazionale il divario è maggiore (21,1). Il tasso di mancata partecipazione al lavoro, che considera non soltanto i disoccupati ma anche le forze di lavoro potenziali (inattivi che non hanno cercato lavoro nelle ultime quattro settimane ma sono disponibili a lavorare), si attesta nel 2012 su un valore pari al 13,9% nella provincia di Torino. Si tratta di un livello in linea con quello della regione Piemonte e di 2 punti 194 196 198 200 202 204 206 208 210 Comune Provincia Regione Italia Livello di competenza alfabetica Livello di competenza numerica Livello di competenza alfabetica e numerica (punteggi medi) Anno 2011/2012 Fonte: Servizio Nazionale Valutazione INVALSI 0 5 10 15 20 25 30 Provincia Regione Italia Maschi Femmine Tasso di mancata partecipazione al lavoro della popolazione in età 15-74 anni per sesso Anno 2012 Fonte: Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro 12 Torino superiore a quello del Nord, ma inferiore di quasi 6 punti rispetto alla media nazionale (20%). Per le donne, l’indice è pari al 16%, per gli uomini al 12,1%.

Gli effetti della crisi economica dopo il 2008 hanno portato a un incremento diffuso della mancata partecipazione al lavoro, che nella provincia di Torino è stato di 4,6 punti percentuali (senza differenze fra i maschi e le femmine). Con riferimento agli incidenti sul lavoro, nella provincia di Torino si registrano meno infortuni mortali rispetto alla regione Piemonte, al Nord e all’Italia. Il tasso di mortalità per infortuni sul lavoro è diminuito nel quinquennio 2007-2011 ed è passato da 4,4 infortuni mortali per 100.000 occupati del 2007 a 2,5 nel 2011, sebbene il decremento non sia stato lineare, visto che al valore più basso del 2010 (1,8) è seguito un aumento del tasso, il cui livello permane comunque inferiore a quello registrato all’inizio del periodo considerato.

LEGGI IL RAPPORTO URBES TORINO

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Mi occupo di psicologia, psicoterapia, consulenza e formazione. Appassionato di innovazione, di nuove tecnologie, di sport. Marito di Claudia, e padre di Maya e Sole.

Svolgo attività Da molti anni svolgo attività di consulenza e formazione per aziende e organizzazioni italiane e multinazionali. Tra i miei clienti: Vodafone, Novartis, Essilor, Teva, Coop Italia, Novacoop, Scuola Coop, Gruppo Generali, Poste Italiane, varie Aziende Sanitarie italiane. Per loro, ho svolto progetti di consulenza e sviluppo organizzativo, di formazione e di change management.

Dirigo un centro clinico, il Centro Psicologia e Psicoterapia Torino ed un Centro dedicato ai percorsi di coppia, il Centro Terapia di Coppia Torino

Svolgo Da febbraio 2013 sono Consigliere di Indirizzo Generale in Enpap. Insieme ai colleghi di Altrapsicologia, abbiamo lavorato questi 4 anni verso obiettivi di sviluppo delle attività di assistenza per gli iscritti Enpap, per tutelare e aumentare le nostre pensioni e per rendere il nostro Ente di previdenza un ente trasparente e al servizio degli iscritti.

Da Febbraio 2014 sono Presidente dell’Ordine Psicologi Piemonte, portando molteplici innovazioni all’interno di un ente che gestisce e settemila colleghi e colleghe. Servizi, Trasparenza, Tutela, Formazione, Promozione, sono stati i nostri punti cardine.

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