La gravidanza delle libere professioniste. Tutela e welfare

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POLITICHE DI WELFARE E GENITORIALITA'. La questione del welfare per i liberi professionisti è questione delicata. Tra le poche tutele e la crisi economica che erode i redditi, i libero professionista, la libera professionista,  deve districarsi. Dalla legge 103 in poi - legge che istituisce le casse previdenziali e assistenziali private per le professioni - lo stato demanda alle casse private la funzione sussidiaria di definizione delle politiche di welfare per la propria categoria (ovviamente nel rispetto dei molti vincoli che lo stato stesso definisce). Ecco che, proprio dagli psicologi, nella gestione del proprio ente pensionistico e di assistenza, l'ENPAP, arriva un bell'esempio di buone politiche di assistenza e di buone pratiche verso i propri iscritti.

SISTEMI DI TUTELE. Nella categoria professionale degli psicologi, i numeri parlano chiaro: più dell'84% per cento della categoria è donna. Ecco perché inevitabilmente bisognerebbe parlare di politiche di genere, di parità, e di politiche di welfare in modo inscindibile. Il tema della maternità, è poi un esempio perfetto. Sappiamo come in Italia il tasso di natalità è verticalmente basso. Nei paesi europei non è un mistero che il tasso di natalità, banalmente la scelta di fare o no un figlio, va di pari passo con il sistema di tutele per le donne e per tutto il sistema famiglia.

Dall'Istat arrivano poi i seguenti dati:

Le madri e il mondo del lavoro

Quasi il 53% delle mamme italiane lavora. Una percentuale che sale al 57,8% tra le donne al primo figlio e scende al 39% di quelle con tre o più figli: segno che la maternità costa, e se lasciare il lavoro al primo figlio non sempre conviene, diventa quasi una scelta obbligata quando il costo dei servizi – asilo e babysitter – inizia a salire.

Certo, le scelte professionali delle mamme sono influenzate anche da età, grado di istruzione e tipo di coppia.
E’ questo il disegno che emerge dal recente approfondimento dell’Istat “Avere figli in Italia negli anni 2000”, realizzato a partire delle indagini campionarie sulle nascite e le madri condotte nel 2002, 2005 e 2012.

Il 14% delle lavoratrici che sono diventate madri nel biennio 2009/2010 ha smesso di lavorare dopo la gravidanza. Percentuale che però  varia a seconda della nazionalità dei genitori, dell’area di residenza e del numero totale di figli. Tra le coppie italiane il numero delle mamme che lascia o perde il lavoro dopo la nascita del figlio scende leggermente, al 13,6%.

Una percentuale che arriva invece al 22% nel caso in cui la mamma è straniera e il papà italiano. Un dato che potrebbe ingannare è quello relativo alle coppie di stranieri – in cui “solo” il 14% delle mamme smette di lavorare dopo la nascita del figlio – che sconta invece il fatto che nel caso di entrambi i genitori stranieri il 52% delle donne non erano occupate neanche prima della gravidanza.

Per quanto riguarda invece la residenza, “le differenze territoriali – scrive l’Istat - evidenziano il persistere nel Mezzogiorno di un modello più “tradizionale”, che vede le donne uscire dal mercato del lavoro soprattutto al primo figlio. Al Nord e al Centro, invece, le uscite sono direttamente in relazione con il numero dei figli”.

fonte: secondowelfare.it

Costruire quindi un sistema di tutele è obiettivo primario, raggiungibile, necessario. Ecco l'esempio dell'ente previdenziale e assistenziale degli psicologi e delle psicologhe che, per una volta, fa scuola e si rende visibile per la portata innovativa delle sue azioni.

Una nuova tutela ENPAP per le psicologhe in gravidanza, con Altrapsicologia. Dal 16 Gennaio 2016.

di Federico Zanon, presidente Altrapsicologia, vicepresidente Enpap

ENPAP: LA VISION DI ALTRAPSICOLOGIA. Crediamo da sempre nella valorizzazione delle nostre istituzioni di categoria, Ordini ed ENPAP. Al governo dell’ENPAP, abbiamo lavorato con decisione negli ultimi due anni per recuperare un’immagine dell’ente deteriorata da chi ci ha preceduto. Lo stiamo facendo attraverso una decisa azione di trasparenza, buona gestione finanziaria e ampliamento dell’assistenza a tutti gli psicologi.

DONNE E PSICOLOGHE. Le psicologhe sono l’80% della popolazione ENPAP. Su 10 psicologi, 8 sono donne. Il 57% di loro ha meno di 40 anni, il 72% ha meno di 45 anni. Una demografia che ci caratterizza come categoria professionale e che è ben rappresentata nell’EBook dedicato alla condizione femminile in ENPAP, che abbiamo voluto per raccontare la realtà delle donne psicologhe.

PSICOLOGHE E MATERNITA’. Una popolazione femminile e giovane, che vive la gravidanza come evento frequente: 1171 gravidanze nel 2010, 1332 nel 2011, 1474 nel 2012. Un trend che non accenna a fermarsi. Sono colleghe con grandi risorse personali e professionale: in controtendenza rispetto al senso comune, riescono a recuperare il proprio reddito dopo la gravidanza e a superarlo lievemente rispetto a prima.

GRAVIDANZA: UN MOMENTO DELICATO. Le risorse che dimostriamo come categoria non devono farci dimenticare che la gravidanza è sempre un momento delicato. Chi ha avuto figli conosce bene quel tempo di nove mesi scandito da attese, gioie, ma anche timori e bisogno di rassicurazioni sulla salute del bambino e della mamma. E non sempre l’organizzazione del Sistema sanitario pubblico aiuta: fra tempi di prenotazione e indisponibilità degli esami, spesso ci si deve rivolgere alla sanità privata affrontando spese impreviste.

ECCO PERCHE’ ABBIAMO CREATO IL ‘PACCHETTO MATERNITA’. Per liberare le colleghe in gravidanza da spese e fastidi imprevisti. Per agevolarle nella prenotazione di visite ed esami. Perché possano vivere solo il meglio della gravidanza e liberarsi da preoccupazioni superflue. Perché possano dedicarsi a coltivare la loro professione anche in gravidanza, se lo desiderano.

COSA CONTIENE. Ogni iscritta ENPAP, per il solo fatto di essere iscritta e quindi senza dover fare nulla, ha una ‘dote’ di 2000,00 Euro complessivi (massimale coperto), senza franchige o scoperti, da spendere per i seguenti esami e percorsi riabilitativi:

• n. 4 ecografie (compresa la morfologica)
• le analisi clinico chimiche da protocollo
• alternativamente: amniocentesi, villocentesi o Harmony test.
• n. 4 visite di controllo ostetrico ginecologiche
• n. 1 ecocardiografia fetale
• n. 1 visita di controllo ginecologico post-parto
inoltre:
• 2 visite urologiche
• 1 ciclo di prestazioni fisioterapiche riabilitative del pavimento pelvico post parto
• 3 colloqui psicologici post parto (con massimale di 250 euro complessivi)

COME USUFRUIRNE. Attraverso EMAPI, a partire dal 16 Gennaio 2016. Si potrà anticipare la spesa e poi ottenere il rimborso oppure prenotare direttamente i strutture convenzionate e non pagare nulla. Il sito di riferimento è QUESTO.

L’IMPORTANZA DELLO PSICOLOGO. Non potevamo non prevederlo: tre colloqui con uno psicologo a scelta dell’iscritta, per una spesa complessiva di 250,00 Euro, per tutelare la salute psicologica nel delicato periodo dopo il parto.

COPERTE ANCHE LE PARTNER DEGLI ISCRITTI. Le coniugi e conviventi degli iscritti ENPAP, anche se non sono psicologhe, possono avere la stessa copertura delle iscritte ENPAP se per loro è stata stipulata con EMAPI la Garanzia A, che costa 53,00 Euro l’anno. Per chi non avesse esteso questa copertura, il prossimo slot utile per farlo è a partire dal 16 Aprile 2016.

TUTELA ANCHE PER LE COPPIE OMOSESSUALI. Il ‘pacchetto maternità’ è estendibile alle conviventi, indipendentemente dal genere dell’iscritto/a. Nel solco della nostra tradizione sul tema, dopo il contributo per la genitorialità aperto anche a coppie omogenitoriali, anche per questa tutela abbiamo abbiamo voluto affermare con la forza dei fatti che per noi il riconoscimento dei diritti civili delle persone LGBT è irrinunciabile.

fonte: www.altrapsicologia.it

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