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L'intervista investigativa nei presunti abusi sessuali su minori: training con realtà virtuale

 

L’INTERVISTA INVESTIGATIVA NEI CASI DI PRESUNTO ABUSO SESSUALE SU MINORE:  TRAINING CON BAMBINI VIRTUALI

Dialoghiamo oggi con Angelo Zappalà, psicologo psicoterapeuta, DIrettore della SCUOLA DI PSICOTERAPIA IN AMBITO CLINICO E FORENSE di Torino (scuola di specializzazione in psicoterapia cognitiva comportamentale). tema di oggi è l'utilizzo delle nuove tecnologie all'interno delle discipline psicologiche. Nello specifico, parliamo dell'utilizzo della Realtà virtuale come ambiente di apprendimento nei casi di presunto abuso sessuale su minore.

Ci puoi spiegare come nasce l’idea di questa training con i bambini virtuali?

Nell’investigazione nei casi di presunto abuso sessuale su minore, spesso le parole della presunta vittima sono le uniche evidenze sul quale si concentra l’investigazione e sulle quali, successivamente, si incardina il processo penale. Per tale ragione è importante come si conduce l’intervista al bambino.

Come si può imparare a condurre efficacemente l’intervista al minore?

La ricerca scientifica ha mostrato quanto sia facile contaminare la testimonianza di un bambino. Io solo studio e la frequentazione di corsi basati su lezioni frontali non sono efficaci. La ricerca scientifica ha mostrato che la qualità delle interviste ai minori presunti abusati è scarsa. Le interviste sono caratterizzata da domande lunghe, ambigue, suggestive, etc.

Quello che abbiamo pensato, il Prof. Pekka Santtila ed io, è stato quello di fare un training che somigliasse il più possibile ad un role play. Impare facendo, infatti, è il modo migliore di imparare a fare.
Visto l’impossibilità di condurre role play con bambini di 4 o 5 anni che fanno finta di essere stati abusati abbiamo realizzato EIT.

Che cosa è EIT?

EIT è l’acronimo di EMPOWERING INTERVIEWER TRAINING. Si  tratta del più evoluto ed avanzato programma di training, per apprendere e migliorare la tecnica della intervista investigativa al minore presunto abusato. Lo strumento è stato sviluppato dalla Dipartimento di Psicologia della Università di Turku in Finlandia e dalla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva Comportamentale in ambito clinico e forense in collaborazione con il CRIMELAB dell’Istituto Universitario Salesiano di Torino.

 

Puoi spiegarci per sommi capi come si svolge il training?

 

Ogni allievo, dopo aver letto una breve descrizione di un caso di presunto abuso sessuale su minore, entra in una simulation room, costruita apposta all’interno del CRIMELAB, e interagisce, attraverso un monitor, con quel bambino/avatar descritto nel caso e che si sospetta sia stato abusato. L’obiettivo dell’allievo è intervistare il bambino per raccogliere il racconto di cosa gli sia accaduto.

Il setting del training, simula fedelmente ciò che accade durante un’audizione protetta.

La stanza nella quale si intervista il bambino virtuale, è dotata di uno specchio unidirezionale dove gli altri allievi osservano come procede l’intervista.

Una simulazione quindi di cosa accade durante una audizione protetta

 

Il simulatore EIT permette di sperimentare l’esperienza della audizione protetta ai minori presunti abusati in un ambiente che riproduce i locali dove nella realtà si svolgono le audizioni protette.

Il simulatore possiede un archivio di avatar, maschi e femmine di diverse età. Gli avatar rappresentano bambini virtuali e pilotati da una cabina di regia secondo algoritmi di risposta che simulano lo stile e il linguaggio di bambini di età prescolare.Ogni avatar ha una storia di presunto abuso sessuale subito. L’allievo del corso deve intervistare l’avatar per cercare di capire cosa possa essere successo al bambino.

Avete valutato l’efficacia di questo tipo di training?

Si. Le nostre ricerche, pubblicate su riviste internazionali e presentate in diverse conferenze internazionali, evidenziano che la qualità delle interviste ai bambini/avatar migliorano significativamente dopo il training. Il training si svolge presso il CRIMELAB (Istituto Universitario Salesiano di Torino). Il corso dura due giornate e si caratterizza per l'intensa attività pratica. Pochissime lezioni frontali e intensa pratica nella simulation room.

 

Per maggiori informazioni:

 

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Mi occupo di psicologia, psicoterapia, consulenza e formazione. Appassionato di innovazione, di nuove tecnologie, di sport. Marito di Claudia, e padre di Maya e Sole.

Svolgo attività Da molti anni svolgo attività di consulenza e formazione per aziende e organizzazioni italiane e multinazionali. Tra i miei clienti: Vodafone, Novartis, Essilor, Teva, Coop Italia, Novacoop, Scuola Coop, Gruppo Generali, Poste Italiane, varie Aziende Sanitarie italiane. Per loro, ho svolto progetti di consulenza e sviluppo organizzativo, di formazione e di change management.

Dirigo un centro clinico, il Centro Psicologia e Psicoterapia Torino ed un Centro dedicato ai percorsi di coppia, il Centro Terapia di Coppia Torino

Svolgo Da febbraio 2013 sono Consigliere di Indirizzo Generale in Enpap. Insieme ai colleghi di Altrapsicologia, abbiamo lavorato questi 4 anni verso obiettivi di sviluppo delle attività di assistenza per gli iscritti Enpap, per tutelare e aumentare le nostre pensioni e per rendere il nostro Ente di previdenza un ente trasparente e al servizio degli iscritti.

Da Febbraio 2014 sono Presidente dell’Ordine Psicologi Piemonte, portando molteplici innovazioni all’interno di un ente che gestisce e settemila colleghi e colleghe. Servizi, Trasparenza, Tutela, Formazione, Promozione, sono stati i nostri punti cardine.

Alessandro Lombardo

Design Thinking Lab | 6-7 ottobre a Torino

Il Design Thinking Lab è un laboratorio esprenziale che svolgo a Torino per la prima volta sulle metodologie del Design Thinking.

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Tre Workshop di Criminologia: si comincia il 5 marzo

L’Ordine degli Psicologi del Piemonte in cooperazione con UNICRI Agenzia delle Nazioni Unite, e CBT Academy,  ha organizzato tre conferenze, tenute da esperti mondiali di ‪#‎psicologia‬‪#‎forense‬ con Prof. Peter J. van ‪#‎Koppen‬, Prof. Antony ‪#‎Beech‬ e il Prof. Pekka‪#‎Santtila‬.

La psicologia forense è un’area della psicologia applicata che si occupa dei processi psicologici coinvolti nella commissione di un crimine, nell’investigazione, nel processo giudiziario e nella valutazione e riabilitazione dell’autore di reato Gli incontri proposti costituiranno un percorso di approfondimento sulle tematiche del comportamento criminale, dell'impiego della psicologia nell'investigazione e degli aspetti psicologici del processo penale.

I workshop sono aperti a psicologi, studenti di psicologia, giurisprudenza e medicina, avvocati e medici. Gli Psicologi si possono iscrivere dall'area riservata del sito OPP. Per gli altri, è necessario iscriversi compilando il form sulla pagina dell'evento sul sito OPP.

La ricerca della verità nel processo penale: gli effetti del sistema legale e degli aspetti psicologici.

Data: 05/03/2016

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dalle 9:30 alle 13:00 presso Nuova Aula Magna d'Ateneo Cavallerizza Reale via Verdi 9 Torino

Relatore. Prof. Peter J. Van Koppen Psicologo e Professore Ordinario di Psicologia Legale alla Facoltà di Giurisprudenza di VU University Amsterdam. Autore di 35 libri, 125 articoli pubblicati in riviste scientifiche peer review e 100 capitoli ospitati in diversi libri.

Descrizione. Come ogni attività umana anche il processo penale è affetto da errori. Commettere un errore in questo caso può significare assolvere un colpevole o condannare un innocente. Nel corso della presentazione saranno analizzati come le peculiarità di un sistema legale e gli aspetti psicologici possano condurre a commettere un errore.

Per iscriverti CLICCA QUI

Perchè alcune persone commettono crimini violenti? La comprensione neurobiologica dei fattori di rischio e le implicazioni per il trattamento.

Data: 09/03/2016

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Dalle 9.30 alle 13 presso Nuova Aula Magna d'Ateneo, Cavallerizza Reale via Verdi 9 - Torino

Relatore. Prof. Antony Beech Professore  Ordinario in  Psicologia  Criminologica  Direttore del  Centre for  Forensic and  Criminological Psychology Università di Birmingham. Autore di oltre 180 articoli pubblicati in riviste scientifiche peer review, 50 libri e 100 capitoli in diversi libri.

Descrizione. Il nostro cervello è organizzato e scolpito dalle esperienze. La ricerca mostra che precoci esperienze negative (nelle fasi pre e perinatali), nell’infanzia e nell’adolescenza, interagendo con il genoma e il corredo neurobiologico, possono provocare atipiche organizzazioni morfologiche delle strutture cerebrali che, a loro volta, possono essere la causa di comportamenti criminali violenti. Nel corso della presentazione si illustrerà come la conoscenza dei fattori di rischio che influenzano negativamente lo sviluppo del il cervello sia il primo passo per delineare efficaci protocolli di trattamenti degli autori di crimini violenti.

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Il Welfare dei Caregiver familiari: conferenza internazionale

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Il termine caregiver familiare identifica coloro che volontariamente, in modo gratuito e responsabile vengono in aiuto ad una persona cara in condizioni di non autosufficienza, non in grado, cioè, di prendersi cura pienamente di sé per motivi cognitivi o per specifiche limitazioni fisiche o psichiche. Quando un caregiver ha meno di 24 anni viene definito “giovane caregiver”.  La persona che riceve assistenza è di solito un genitore, ma può anche essere un fratello, un nonno, il partner, un figlio o un altro familiare disabile, con malattie croniche, problemi di salute mentale o altre situazioni (incluso l’abuso di sostanze) che richiedano cura, supporto o supervisione.

Secondo l’Istat in Italia i caregiver familiari sono 3.329.000. I giovani caregiver non sono tanti, ma la loro presenza è molto comune nelle famiglie Europee. Ad esempio, si stima che in Gran Bretagna lo siano il 5,3% dei giovani in quella fascia d’età, in Emilia Romagna il 5,8% delle ragazze e l’ 1,6% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni presta cura ad un familiare con disabilità. Percentuali simili sono state registrate in Irlanda.

L’Emilia-Romagna è stata la prima Regione italiana ad avere approvato una legge regionale sui caregiver familiari (Legge 2/2014) che prevede, tra l'altro, iniziative di informazione ed orientamento per gli operatori e i cittadini.

In questa ottica viene organizzata dalla società cooperativa Anziani e non solo (www.anzianienonsolo.it), (che si occupa di sostenere i caregiver familiari tramite progetti di ricerca, formazione, auto-mutuo aiuto, sensibilizzazione), nell'ambito del progetto Care2Work, la conferenza internazionale «Superare gli ostacoli: Giovani caregiver (stranieri) in Europa», che si svolgerà il 10 febbraio 2016 dalle 9.00 alle 13.00 nell'Auditorium A. Loria, via Rodolfo Pio 1, Carpi (MO). Sarà un'occasione per confrontare le esperienze dei giovani europei nell'attività di cura e assistenza a un familiare.

ll programma della conferenza internazionale

Per ulteriori informazioni: www.caregiverfamiliare.it  www.associazionecarer.it

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