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Politica Professionale

La psicologia è definitivamente professione sanitaria: qualche riflessione

psicologia
La psicologia è professione sanitaria. Sembrerebbe una cosa ovvia, ma fin qui non è stato così, perlomeno a livello ministeriale.
Difatti, l'Ordine degli Psicologi,  afferiva al Ministero della Giustizia. E' notizia di pochi giorni fa che il Consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto DDL Lorenzin che, tra le altre cose, sancisce il definitivo passaggio della psicologia all'interno delle professioni sanitarie ed il passaggio quindi dal Ministero della Giustizia al Ministero della Salute.

Questo passaggio della professione psicologica sotto l'alta vigilanza del Ministero della Salute, sancisce una volta per tutte il principio della tutela della salute pubblica.

Nel DDL in questione, è infatti posta particolare attenzione al tema dell'abusivismo professionale. Ecco l'articolo 5,

Art. 5.
(Esercizio abusivo della professione sanitaria)

1. All’articolo 348 del codice penale, dopo il primo comma, è aggiunto il seguente:
“ Se l’esercizio abusivo riguarda una professione sanitaria, la pena è aumentata da un terzo
alla metà”.

Questo aspetto dovrebbe quindi sgombrare il campo - in modo definitivo  - rispetto all'applicazione rigorosa dell'art. 21 del codice deontologico degli psicologi. Se ancora ce ne fosse bisogno, giova ricordare che il codice deontologico è in primis un "patto" che ha come fine primario la tutela della collettività. In questo caso specifico, l'applicazione dell'art.21, non è quindi un mero problema di tutela della professione, quanto piuttosto l'operazionalizzazione del principio di tutela della salute pubblica e collettiva, che gli Ordini, e ciascun professionista, si prendono in carico nell'ambito del loro operare come psicologi.

Tutto questo, con buona pace di chi, ancora oggi, si domanda se e come applicare e far rispettare l'art. 21 del nostro codice.

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Mi occupo di psicologia, psicoterapia, consulenza e formazione. Appassionato di innovazione, di nuove tecnologie, di sport. Marito di Claudia, e padre di Maya e Sole.

Svolgo attività Da molti anni svolgo attività di consulenza e formazione per aziende e organizzazioni italiane e multinazionali. Tra i miei clienti: Vodafone, Novartis, Essilor, Teva, Coop Italia, Novacoop, Scuola Coop, Gruppo Generali, Poste Italiane, varie Aziende Sanitarie italiane. Per loro, ho svolto progetti di consulenza e sviluppo organizzativo, di formazione e di change management.

Dirigo un centro clinico, il Centro Psicologia e Psicoterapia Torino ed un Centro dedicato ai percorsi di coppia, il Centro Terapia di Coppia Torino

Svolgo Da febbraio 2013 sono Consigliere di Indirizzo Generale in Enpap. Insieme ai colleghi di Altrapsicologia, abbiamo lavorato questi 4 anni verso obiettivi di sviluppo delle attività di assistenza per gli iscritti Enpap, per tutelare e aumentare le nostre pensioni e per rendere il nostro Ente di previdenza un ente trasparente e al servizio degli iscritti.

Da Febbraio 2014 sono Presidente dell’Ordine Psicologi Piemonte, portando molteplici innovazioni all’interno di un ente che gestisce e settemila colleghi e colleghe. Servizi, Trasparenza, Tutela, Formazione, Promozione, sono stati i nostri punti cardine.

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6 Comments

6 Comments

  1. Sara Alaimo

    18 dicembre 2013 at 9:03 pm

    Spero che questo non generi problemi di tutela per tutti i colleghi che non operano in ambito clinico. Se da una parte è facile distinguere l’abuso in ambito sanitario/clinico, si corre il rischio di sottovalutare gli abusi nell’ambito della psicologia del lavoro, di comunità…

  2. Andrea

    19 dicembre 2013 at 5:19 am

    Si apparentemente sembra una buona notizia…
    Questo presuppone si consideri che un Ordine sia il modo migliore per tutelare la salute pubblica, e si metta da parte il sottile senso di onnipotenza in cui io ( Ordine, governo o quant’altro) decido cosa sia meglio per il cittadino e lo obbligo a sottostare al mio ordine.

    Ovviamente è una provocazione ma che val sempre la pena riflettere…

    • Alessandro Lombardo

      19 dicembre 2013 at 2:32 pm

      Sai cosa penso Andrea, che il sistema ordinistico è di certo pieno di pecche, ma quando poi mi confronto con quel che vedo rispetto alle pseudo professioni, ai tentativi di aggirare le leggi, di fare sottili giochetti linguistici, mi rendo sempre conto che siamo in Italia, e che il sistema accreditatorio delle professioni, di matrice anglosassone, in Italia, diverrebbe una jungla. In fondo, tutto il movimento delle cosiddette pseudo professioni, lotta per avere il controllo e la possibilità di operare in un mercato amplio di formazione potenziale, tutto qui: formare altri finti psicologi, perchè gli psicologi non bastano più. Come negli allevamenti, quando la vacca da latte non produce più, si manda al macello.

  3. Andrea careggio

    19 dicembre 2013 at 5:36 am

    Domanda.
    Se ora svolgo una professione sanitaria, che ne sarà delle mie prestazioni ufficialmente non riconosciute come sanitarie?
    Mi spiego… Se un medico pratica terapie non convenzionali, deve seguire tutta una procedura, di fatto non può pubblicizzarle ed in ogni caso non è che sia ben visto dai colleghi.
    Sappiamo bene che esistono molte sfaccettature nel fare terapia in ambito psicologico che potrebbero essere definite diplomaticamente bizzarre. Sapendo che non esiste un protocollo nel nostro ambito di cosa sia riconosciuto come terapeutico o meno, ora che siamo professione sanitaria forse sarà un punto caldo di discussione. Chi definisce che l’ipnosi, piuttosto che i tarocchi, la meditazione o la mindfulness siano strumenti accettabili o meno?

  4. Alessandro Raggi

    23 dicembre 2013 at 7:12 am

    Si tratta solo di un DDL al momento. Dunque per ora non è cambiato nulla. Sai quanti sono fermi da anni? Almeno dal punto di vista normativo per ora resta la vaghezza di sempre.

  5. Pingback: Psicologo abusivo? Da oggi rischia il carcere (e 50 mila euro di multa) | Metaloghi

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Alessandro Lombardo

VERSO UN NUOVO RILANCIO DELLA PSICOLOGIA PUBBLICA PIEMONTESE

VERSO UN NUOVO #RILANCIO DELLA #PSICOLOGIA #PUBBLICA PIEMONTESE

Con oggi, si chiude un percorso di tre anni di lavoro e di fatica per lo sviluppo e l'ampliamento della #Psicologia #Pubblica #Piemontese. Tre anni di relazioni istituzionali con la sanità regionale e, permettetemi di dirlo, tre anni anche di conflitti interni alla categoria quasi sempre sterili e improduttivi. Quest'ultima questione è stata forse la fatica più grande per me. Ma tant'è.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA DGR 31 - Istituzione della Rete Regionale di Psicologia per l’organizzazione dell’area della Psicologia sanitaria piemontese nell’ambito del riordino delle reti ospedaliere e territoriali delle Aziende Sanitarie Regionali.

SI RIPARTE. La Psicologia pubblica piemontese riparte, ora è ufficiale essendo stata approvata in giunta la DGR 31 - Istituzione della Rete Regionale di Psicologia per l’organizzazione dell’area della Psicologia sanitaria piemontese nell’ambito del riordino delle reti ospedaliere e territoriali delle Aziende Sanitarie Regionali.

IL PERCORSO. In questi tre anni, abbiamo attraversato una fase delicatissima, con il grosso tema del piano di rientro dovuto ad un bilancio regionale (quello della regione Piemonte) fuori controllo, e con il conseguente stop al tourn over - ovvero nessuna nuova assunzione di psicologi con una totale chiusura dei concorsi - ed un ridimensionamento del numero di Strutture Complesse che in Piemonte concorrevano a formare la rete regionale della Psicologia. Da sei strutture siamo passati alle attuali 2.

Con questa nuova DGR, si sancisce e conclude questo lavoro che come Presidente OPP, con delega per le politiche della psicologia publica, mi sono posto nell'attraversare questa fase: fare questo percorso di cambiamento, di ridimensionamento dovuto a questioni contingenti, ma porre già le basi per una ripartenza, per un rilancio.

IN CONCRETO. Questo percorso di rilancio della rete di strutture, significa riaprire una nuova fase di rilancio, dopo anni di tagli, per l'ampliamento e lo sviluppo dell'offerta  di prestazioni psicologiche ai cittadini piemontesi (ed ora ci sarà un grande lavoro da fare per i nuovi LEA), e significa quindi, anche la riapertura dei concorsi per assumere nuovi psicologi.

Non saranno numeri enormi sia chiaro, ma se pensiamo che i concorsi sono fermi dal 2008, credo sia un ottimo risultato. 

Ed ora, di nuovo al lavoro.

Alessandro Lombardo - Presidente Ordine Psicologi Piemonte

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Marco, dal tuo osservatorio, come immagini lo psicologo di domani?

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Ecco perché viene semplice parlare con Luca di questi temi, ed ecco a voi il nostro dialogo. (altro…)

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