Psicologi e Residenzialità Psichiatrica: a che punto siamo?

 

La questione del riordino della Residenzialità psichiatrica piemontese prosegue. Tra ricorsi al TAR, censimento delle strutture e del personale e tavoli istituzionali, il caos non sembra favorire una risoluzione negoziale della questione.

La richiesta, avanzata come Ordine Psicologi Piemonte di essere inclusi nel tavolo regionale sulla Reasidenzialità Psichiatrica ha sortito i suoi effetti ma, ad oggi, il tavolo, si è riunito una sola volta prima delle vacanze.

Per ovviare a questo immobilismo, per quanto concerne gli psicologi occupati in tale settore ho avviato - nelle mie funzioni di Presidente dell'Ordine Psicologi Piemonte - una serie di interlocuzioni con l'Assessore alla Sanità del Piemonte Antonio Saitta e con Vittorio De Micheli, direttore regionale della rete sanitaria territoriale. A loro - i veri decisori di tutta la questione - ho voluto segnalare con forza la questione occupazionale degli psicologi che lavorano in tale settore.

Il problema occupazionale degli psicologi sembra essere quindi preso in considerazione dalla politica, anche se fin qui non vi è nessun passo in avanti concreto per risolvere la questione. Anzi. Altre azioni sono comunque in cantiere, sulle quali aggiornerò prontamente i colleghi.

QUI, un articolo che riassume la situazione fino a luglio, con le richieste fatte ai consiglieri regionali Boeti (PD), Batzella (5 Stelle), Vignale (Forza Italia).

QUI trovi il comunicato del 23 settembre, che in qualità di Presidente dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte ho diramato agli organi di stampa.

QUI puoi trovare l'articolo apparso il 24 settemrbe su Lo Spiffero, quotidiano on line

Per qualsiasi informazioni o approfondimento sul tema puoi scrivermi al seguente indirizzo: alomalto (et) gmail.com

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