Storie: I pirati dello spazio

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Ma che ci fanno due torinesi alla Nasa? I pirati dello spazio è un documentario prodotto da una casa torinese (Zenith), con  la regia di tre giovani registi sempre torinesi, Alessandro Bernard, Enrico Cerasuolo e Paolo Cerreto. E' una storia, una di quelle storie da restare incollati alla sedia.

Questa la storia: sul finire degli anni 50' due geniali radioamatori, i fratelli Achille e Giovanni Battista Judica Cordiglia, allestirono a Torino un vero e proprio centro di ascolto spaziale. Usando tecnologie riciclate e da loro stessi adattate, iniziarono a captare suoni dallo spazio. Il 4 ottobre 1957 riuscirono a intercettare per primi i suoni emessi dallo Sputnik 1. Questo straordinario successo fu il primo risultato cui seguirono altre intercettazioni di tutte le principali missioni spaziali realizzate dagli USA e dall'URSS: incluso alcune missioni segrete, in cui alcuni cosmonauti sovietici potrebbero aver perso la vita. Nel mezzo della guerra fredda, mentre le due grandi superpotenze si sfidavano nella corsa allo spazio, pretendendo di controllare le informazioni e la propaganda, due radioamatori, hackers ante-litteram, registravano tutto. Una storia straordinaria che culmina nel 1962 quando i fratelli, dopo aver partecipato al quiz "La fiera dei sogni" di Mike Buongiorno, vinsero un viaggio alla Nasa. 

Un altro modo per raccontare la tanto declamata corsa allo spazio, un bell'esempio di come storie individuali e storie collettive si intersecano in modo spesso insolito. Chi poteva immaginare che la Nasa, lo Sputnik, l'Unione Sovietica, Laika (la prima cagnolina ad andare nel cosmo), e due giovani fratelli torinesi con casa a due passi dalla Mole Antonelliana potevano stare tutti nella stessa storia?

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