Ordine Psicologi Sicilia chiede 200 mila euro ad una collega

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Cari e care colleghe, non lamentatevi se il vostro Ordine vi chiede 140, 160 o 180 euro. Perchè ce n'è uno che può chiedervene 200 mila. Come? Ora ve lo spiego.


 

Fra le varie storie che avvengono nel sottobosco della nostra professione, ce n’è una che colpisce: l’Ordine degli psicologi della regione siciliana ha citato per diffamazione l’Associazione AltraPsicologia, due agenzie di stampa e la dott.ssa Gaetana D’Agostino. Secondo quando si legge dall’atto di citazione, il contenuto di alcuni articoli pubblicati conterrebbe carattere plurioffensivo nei confronti del consiglio dell’Ordine. Per questo, l’ordine chiede che venga “riparato il danno morale professionale e dell’immagine” con € 200.000.

Vediamo da dove è partita tutta questa storia: nel 2013 si è votato per il rinnovo del consiglio dell’ordine degli psicologi della regione Sicilia. In quell’occasione un gruppo di candidati rileva quelle che appaiono come evidenti irregolarità, e presenta un ricorso in tribunale e pure un esposto in procura. Tutto questo origina dei procedimenti che sono ancora in corso.

AltraPsicologia, che da dieci anni fa informazione ai colleghi ed ha presentato propri candidati, racconta di queste vicende in tre articoli a firma della redazione. Gaetana D’Agostino, collega siciliana che ha vissuto in prima persona quei momenti, ne pubblica uno a firma propria. Un paio di agenzie di stampa raccontano pure loro la vicenda. Ed ed è proprio per questi articoli che oggi viene chiesto un risarcimento danni per € 200.000

Ora, non voglio entrare nel merito dei procedimenti sulla regolarità delle elezioni: si discuteranno nelle sedi opportune. Quello che invece mi lascia stupefatto è questo: che dei colleghi, dopo aver vinto elezioni su cui gravano dubbi e ricorsi, dalla loro posizione di maggioranza utilizzino le risorse dell’Ordine - su questo spero di sbagliarmi e attendo smentita - per trascinare in tribunale una delle più rappresentative associazioni di categoria degli psicologi, Altrapsicologia, e non contenti chiamino in causa personalmente anche una collega iscritta a quello stesso Ordine.

Su Gaetana vale la pena spendere qualche parola: io ho letto il suo articolo. Racconta in 20 righe - senza una parola fuori posto - l'esito di una delle fasi del ricorso elettorale. L'articolo è questo, e vedete voi se offende qualcuno: http://www.altrapsicologia.it/ordinepsicologiold/presunti-brogli-siciliani-la-saga-continua/

Ora, io dico: se dei consiglieri di un Ordine regionale appena eletti fossero davvero preoccupati per la propria reputazione, una delle cose da NON fare sarebbe citare in giudizio una giovane collega iscritta, libera professionista, chiedendole un risarcimento danni per 200.000 euro. Perché a meno di evidenti e reiterate offese gratuite, citare per danni una collega iscritta utilizzando probabilmente i mezzi economici dell’Ordine - di nuovo spero di sbagliarmi e attendo smentita - per chi ha un ruolo politico è una scelta veramente originale. Direi inopportuna. Quasi grottesca.

Ma pensiamoci: ve lo vedete un Matteo Renzi, un ministro o un parlamentare che si mettono a citare per diffamazione una cittadina che esprime la propria critica politica o racconta dei fatti? ve li vedete a farlo usando avvocati pagati dallo Stato?

Nel mio ruolo di Presidente di un Ordine ho ricevuto critiche politiche senza troppa tenerezza. Ma io penso che sia nella natura del ruolo, e quindi ho sempre ritenuto di rispondere pubblicamente, anche in presenza di fatti non veri, perché sta nella dialettica politica che si eserciti la critica in modo energico. Mai mi sognerei di rispondere a legittime critiche politiche - anche accese - con azioni legali agite tramite il mio ente: lo troverei bizzarro. E mi sentirei veramente imbarazzato dalla posizione asimmetrica che mi troverei ad assumere.

Invece l’Ordine degli Psicologi della Sicilia (nella persona di 13 consiglieri si 15) fa proprio questo, azzera il confronto e porta in tribunale. Il tutto, in posizione di evidente asimmetria: un ente pubblico finanziato da versamenti obbligatori, contro un’associazione privata che si autofinanzia e contro una collega iscritta, libera professionista, madre di due figli.

Ho ritenuto necessario dare voce a questa vicenda, che di certo l’Ordine sicilia non avrebbe reso pubblica spontaneamente. Lo faccio perché penso che sia giusto difendere il principio della libertà di informazione e di critica. Lo faccio perché ritengo che tutti dobbiamo sostenere la voce libera di AltraPsicologia. E stare accanto ad una collega che sta affrontando una situazione molto grande, difendendosi proprio da quell’ordine che dovrebbe tutelarla.

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